Chiedo scusa se periodicamente torno a parlare dell’organizzazione che dirigo. In questo caso, però, ne parlo solamente utilizzandola quale esempio di un mondo sempre più obliquo, al limite, della intollerabilità. Leggo in questi giorni dell’ennesimo caso di gestione dannosa da parte dei soliti noti legata al fatto che case destinate ai meno abbienti vengono regalate a prezzi di realizzo ai maggiorenti.

E allora faccio due conti: Saman ha in affitto circa 400 metri quadri nell’estrema periferia degradata di Milano per le finalità istituzionali che consistono, sostanzialmente, nell’accoglienza e nella cura di uomini e donne con gravi problemi di tossicodipendenza. Questa comunità,  che è stata ristrutturata a spese della stessa organizzazione (400 milioni di vecchie lire a metà anni 90’ ), costa tra affitto e spese circa 40 mila euro all’anno. Prezzo di favore in quanto organizzazione non profit, come ci è stato ripetutamente spiegato dai gentili funzionari dell’Istituto Case Popolari. Superfluo aggiungere che era un vecchio asilo costruito in un contesto di edilizia stracciona e che i nostri vicini faticano ad arrivare a fine mese.

Leggo in questi giorni che illustri professionisti, politici e manager hanno in affitto, nel pieno centro di Milano, appartamenti e studi allo stesso costo (talvolta inferiore ) della nostra comunità milanese. Leggo anche che alcuni di questi (il burlone Montezemolo junior) vorrebbero anche convincere chi vive in un bilocale a Quarto Oggiaro e paga 800 euro al mese che un affitto nel cuore di milano a 1000 euro è un prezzo equo.

Benedetti i ragazzi dei centri sociali che vanno sotto le loro case a protestare. Sarebbe bello se il vicesindaco De Corato, invece di sfrattare i nullatenenti, decidesse di mandare i vigili a sfrattare notai e avvocati, giornalisti e manager dal loro lusso pagato con soldi della collettività. Ma le bestie di una stessa specie difficilmente si sbranano tra loro.