Sono molti i genitori che tra settembre e ottobre ogni anno iscrivono i figli a discipline sportive. La scelta si orienta sulla professionalità e competenza degli istruttori, sulla vicinanza a casa o a scuola. Mai questi genitori devono chiedersi se il proprio figlio sarà accettato. Noi genitori di bambini disabili, nel tentativo di compensare i danni derivanti da tagli ingiusti, cerchiamo attività parallele che siano anche svago, opportunità, divertimento. Ma è solo una vana utopica illusione.

Nuoto con disabilità motorie è solo terapia o nel caso della massima buona sorte mamma o papà devono fare il corso insieme al figlio magari di 10 o 12 anni che non li vuole. Però dobiamo essere contenti, mentre ci tagliano le ore di riabilitazione, con “solo” 50 euro un istruttore dedicato scende in piscina con i nostri figli-ufo-pericolosi. Ovviamente è solo a garanzia degli altri perché se c’è un progetto riabilitativo nessuno può metterci il naso e così agevoliamo la pulitura a secco di coscienze costosissime.

Un figlio sano merita la ginnastica a scuola e almeno due ore settimanali di sport a settimana. Addirittura la polisportiva applica tariffe agevolate per le famiglie meno abienti. Però per giusta iniquità tutta italiana, mia figlia, deve avere in maxima gratia 2 ore a settimana di fisioterapia. Poi, c’è dietro mamma pusher che non spinge per lo spaccio ma per il diritto e così ottiene 4 ore, 3 di fisioterapia e una (una!) di terapia occupazionale.

Niente possibilità di teatro, la disabilità motoria insieme a quella cognitiva sono troppo impegnative. Niente danza sulle ruote neanche solo per divertirsi, nessuna associazione che sia il rovescio della medaglia di un punto d’incontro che questi adolescenti non hanno. Se un disabile di 12 anni va a scuola poi fa anche terapia perché dovrebbe anche divertirsi e coltivare una passione?

E così si inizia il cerchio di tate – pagate – amiche. Si spendono soldi in pseudo opportunità che rendano la solitudine meno faticosa da sopportare e tutto questo accade quando ovviamente la mamma ormai da anni lavora 24 ore al giorno senza più esistere con uno stipendio in nero di 487 euro al mese pari alla indennità di accompagnamento.

Ma che bel risparmio! Tagliamo le ore, riabilitiamo meno, eliminiamo le scarse opportunità, e poi lamentiamoci della improduttività dei disabili.

Discorso da scienziati.

Se un figlio sano con due ore di nuoto dopo un anno galleggia appena, mi chiedo: quante ore servono a riabilitare ragazzi con disabilità gravi?

E assicuro che il risultato si vede. Ma la fisioterapia si fa seriamente (cioè 3 o 4 ore a settimana) fin quando ne vale la pena e il bamino è piccolo. Poi i soldi finiscono, quindi si va a scemare così da buttare meglio tutti quelli spesi prima.

Mi complimento per l’espressione di cotanta intelligenza, guardo mia figlia e le dico che il deficit cognitivo vero ce lo hanno coloro che non ne sono stati informati.

Riporto la notizia di un appuntamento importante, testimonianza dello scempio sopra descritto:

Roma, Guidi lancia la manifestazione contro i tagli regionali alla riabilitazione
Redattore Sociale, 18 febbraio 2011

Appuntamento lunedì 21 febbraio a partire dalle 14.30 presso la sala consiliare del XIII Municipio a Ostia per lanciare l’iniziativa, proposta dalla Consulta, che vede la partecipazione del delegato del comune di Roma alla disabilità

ROMA. Una riunione per discutere sui tagli della Regione Lazio ai danni delle terapie per la disabilità grave e decidere se sia il caso o meno di indire una manifestazione cittadina: è quanto programmato per lunedì 21 febbraio a partire dalle ore 14.30 presso la sala consiliare del XIII Municipio di Roma (via Claudio, 1 Ostia). Promosso dalla Consulta municipale per l’handicap di Ostia, l’incontro vede tra i partecipanti anche il delegato del Sindaco per le politiche sulla disabilità, Antonio Guidi.

Convocata insieme dal delegato del Sindaco e dal presidente della Consulta municipale di Ostia, Michele Colangelo, la riunione vuole puntare attenzione sui tagli perpetrati dalla Regione Lazio alle terapie per i disabili gravi. “Al termine dell’incontro spiegano gli organizzatori in una nota – verrà comunicata la data di inizio della mobilitazione che vedrà Antonio Guidi, Michele Colangelo, i membri della Consulta, le persone con disabilità, le famiglie e le associazioni impegnate insieme in una protesta ad oltranza per il diritto alla salute, alle cure e ad un’esistenza dignitosa per tutti“.

Si parla di diritto alla vita ha dichiarato Antonio Guidi ma esso deve essere garantito in tutte le stagioni dell’esistenza, soprattutto nella disabilità. La mancanza di terapie non rispetta la dignità, la salute e la Costituzione. Pur comprendendo il difficile periodo economico, bisogna avere il coraggio di dare delle priorità, come il diritto alla salute“. “In questo momento ha poi aggiunto Michele Colangelo – è sotto attacco, in tutta Italia ed in particolare nella nostra Regione, tutto il settore del sociale. Giudico molto pericolosa questa deriva che considera il sociale non prioritario rispetto all’agenda politica“. (eb)