Comitati rivoluzionari libici, pilastro del potere di Muammar Gheddafi, hanno minacciato “una risposta affilata e violenta” agli “avventurieri” che manifestano contro il regime. “La risposta del popolo e delle forze rivoluzionarie a questi gruppuscoli sarà affilata e violenta”, hanno avvertito in un comunicato sul giornale Azzahf Al-Akhdar (Marcia verde). “Il potere del popolo, la Giamahiria (governo delle masse ndr), la Rivoluzione e il leader sono tutte linee rosse e chi cerca di superarle o di avvicinarle gioca con il fuoco e compie un suicidio”.

Il monito è arrivato mentre arrivano dati contraddittori sul bilancio delle violenze nella ‘Giornata della collera’ contro il regime libico. Fonti mediche parlano di 14 vittime a Bengasi e secondo Human Rights Watch in totale i morti sono almeno 84. Il quotidiano Quryna del figlio di Gheddafi Seif el Islam, ha ammesso che le vittime negli scontri di giovedì sono stati almeno 14. Decine di migliaia di persone si sono riversate in strada a Bengasi per i funerali dei manifestanti. La Cnn, citando un portavoce dell’opposizione, ha riferito che i cadaveri sono stati mostrati in strada dai dimostranti. Testimoni hanno riferito che tredici vittime sono state sepolte nel cimitero cittadino di Hawari. Durante le concitate fasi dei funerali sarebbero stati dati alle fiamme alcuni edifici governativi. A Beida i contestatori hanno dormito nelle tende per strada e secondo due gruppi di opposizione i manifestanti avrebbero il controllo della terza città del Paese. A Tripoli sono proseguiti cortei e raduni a favore di Gheddafi: la televisione di Stato ne ha trasmesso in continuazione riprese filmate, sormontate dalla scritta ‘in diretta’. Una delle immagini mostrava una moltitudine inneggiante padre della ‘Rivoluzione Verde’.

Intanto, in Bahrein in migliaia hanno assistito ai funerali delle tre vittime dello sgombero della piazza delle Perle a Manama. I soldati hanno sparato contro i manifestanti in piazza delle Perle causando diversi feriti. Secondo la Cnn, che ha citato gli autisti di un’ambulanza, quattro manifestanti sono rimasti uccisi. Il principe ereditario Salman bin Hamad Al Khalifa ha lanciato un appello promettendo un dialogo nazionale una volta che sarà ristabilita la calma.

Almeno sei persone sono morte durante le manifestazioni anti-governative nel sud dello Yemen. Lo hanno riferito fonti mediche. Migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo riforme e le dimissioni del presidente Ali Abdulah Saleh. Due persone sono morte e una trentina sono rimaste ferite per l’esplosione di un ordigno rudimentale lanciato da un’automobile di passaggio contro un gruppo di manifestanti nella città di Taiz. Ad Aden altri quattro manifestanti sono stati uccisi dalla polizia che ha sparato per disperdere la folla.