Peggio di come è iniziato non potrà essere: primo pensiero di Sanremo 2011 che si apre con la terribile favoletta di Antonella Clerici, dimenticabile conduttrice della scorsa edizione. Si è vestita a tono, come la fata turchina. “Amore ti racconto una storia”, lì vicino c’è Maelle, due anni, sua figlia. Che ha un’aria spaesatissima e un po’ terrorizzata. Stavolta la ricetta della vita in diretta è andata oltre. Dura poco, ma è anche troppo. Arriva Morandi, fa fatica. Recita con eccessiva enfasi, le solite formulette entusiastiche. Se si bandissero i saluti di rito, “agli italiani all’estero”, e i ringraziamenti al pubblico, non resterebbe quasi nulla. Belen batte Canalis 10 a 1, perde solo nella materia “scelta del fidanzato” : anche loro parlano senza dire nulla, ma almeno Belèn è spontanea, canta e balla bene e non ha gli occhi spiritati. La Canalis, a piedi nudi sul palco, non ce la può fare.

Nulla di nuovo dal fronte dell’Ariston? Così sembrerebbe, almeno finché le Iene non si esibiscono “in un omaggio a una grande coppia di comici”: sullo sfondo le foto di due Presidenti. Poco dopo le 22 intonano “Ti sputtanerò”, sulle note di un vecchio pezzo di Gianni Morandi in duetto con Barbara Cola, “In Amore”. Luca interpreta Gianfranco Fini, Paolo fa la parte di Berlusconi.

Inizia Paolo-Berlusconi (trattino d’obbligo): “Ti sputtanerò, al Giornale andrò/con in mano foto dove tu sei con un trans, poi consegnerò le intercettazioni e alle prossime elezioni, sputtanato sei”. Luca-Fini: “Ti sputtanerò, con certi filmini che darò alla Boccassini, dove ci sei tu e le mostrerò donne sopra i cubi/e ci metto pure Ruby/e ti fotterò”. Si prosegue citando Emilio Fede, Lele Mora, la casa a Montecarlo, via Olgettina, Noemi e la D’Addario, Bocchino, Minetti. Per arrivare al finale, fresco di giornata. Paolo canta: “Non mi butti giù”. E l’altro risponde: “Sì ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu”. La sala stampa esplode in un applauso: non perché la canzoncina fosse un numero straordinario. Ma non ci siamo abituati nella Rai del bavaglio, delle telefonate in diretta e delle minacce di sanzioni variamente assortire. Prima di uscire di scena Luca fa roteare il microfono tra le mani con un’aria piuttosto soddisfatta. Come dire: ve l’ho fatta. Ma è impossibile che Mazza&Mazzi non sapessero, anche se per giorni hanno ripetuto la storiella dei testi top-secret. Alle 23 Luca e Paolo tornano all’attacco. E per la prima volta viene pronunciato il nome di Berlusconi, in una similitudine tra il premier e Morandi che finisce con “Minchia, Pier Gianni”. In chiusura ce n’è per tutti: dal “camerata” Mazzi , al compagno Morandi proprietario di un faraonico villone. E il conflitto d’interessi: “A Mediaset decide tutto Berlusconi. Perché alla Rai?”. È la prima serata, il Festival è già delle Iene. Alla faccia dei direttori.