Ufficialmente la conferenza stampa è per presentare, con il ministro Tremonti, l’accordo post moratoria per le piccole e medie imprese. Ma a palazzo Chigi l’attesa è tutta legata alla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi, che si presenta in pubblico per la prima volta dopo il rinvio a giudizio disposto ieri dal gip di Milano per il caso concussione e prostituzione minorile. Lo testimonia una sala stampa gremita come non mai e 40 telecamere, anche di televisioni estere presenti a palazzo Chigi.

Il ministro dell’Economia e il premier hanno fatto appello a “non badare agli editorialisti dei giornali” che si lamentano per la scarsa crescita del nostro Paese”, motivando i nostri dati di crescita (inferiori a Francia e Germania) con gli squilibri interni tra Nord e Sud e con il debito pubblico “ereditato negli ultimi 50 anni”. Poi il discorso si è fatto più politico, con Berlusconi che ha spiegato come “le riforme per l’impresa fossero bloccate dalla componente statalista della nostra coalizione”, mentre ora abbiamo una maggioranza che alla Camera arriverà in pochi giorni a contare su 325 deputati. “Siamo coesi e decisi, insieme alla Lega, a continuare la legislatura”.

Al momento delle domande si è subito creato imbarazzo con i giornalisti. Berlusconi ha chiesto “domande a tema” e ha bollato come “birichino” un giornalista che gli stava chiedendo: “Si è lamentato della lunghezza del processo civile, però quelli penali vanno in fretta…”. Poi ha aggiunto: “Per amor di patria di questo non parlo: posso solo dire che non sono per niente preoccupato”.