Con Sara Tommasi disquisì amabilmente del sistema bancario, con Manuela Arcuri e Lele Mora fece del Labirinto femminile lo spot editoriale più sbeffeggiato di sempre. Ma non bastava: l’avvocato Alfonso Luigi Marra puntava più in alto. Per aspera ad astra, anzi, dalla stalle alle starlette, ora è Ruby Rubacuori a dare nuovo lustro al suo pamphlet sentimentale. E, per l’occasione, lo spot è disponibile – si legge nel comunicato stampa – in “russo, cinese e arabo (e comunque le altre lingue diverse dalla tua)”.


Ma non tutto il male vien per nuocere: vedere per credere, perché…

1) Chi meglio di lei per far da testimonial al Labirinto femminile? Su richiesta, la piantina è in consultazione ad Arcore.
2) Bikini sconveniente? Macché, c’era il rischio concreto che altrimenti qualcuno non la riconoscesse.
3) “Il regime ha spogliato la società”: non si capisce. A meno che, tra i tanti, Ruby non annoveri pure il nome “società”.
4) “Il signoraggio bancario, primario e secondario”: dà l’idea di vassallaggio, medioevo e pure Protocolli dei savi di Sion. Insomma, una cazzata.
5) Leggenda vuole che, dopo averlo visto, lo zio Hosni ci sia quasi rimasto secco.
6) Il sedicente mago che spoglia Ruby viene dritto dritto dal bunga-bunga, già copia deforme di Eyes Wide Shut. Ma, ennesimo scoop di Signorini, non è Tom Cruise.
7) “Se non ora quando?” Purtroppo, Marra ha risposto così.
8) “I tiepidi umidori… l’ansito… si volse… mi pervase ragazzo… antro… l’onda del firmamento pullulante di stelle”: non vaneggio, è solo la l’Epistolario marrano.
9) “Dal sesso… all’etichettatura”, ma i riferimenti a Karima sarebbero puramente casuali.
10) “Specchio specchio delle loro brame”, disse il precedente testimonial, Lele Mora: ora è comparsa Ruby. Berlusconi può legittimamente gridare al complotto, anzi, allo strategismo sentimentale.