“Quest’anno rischiamo 80mila arrivi sulle nostre coste”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, secondo cui se gli sbarchi continueranno al ritmo delle ultime settimane verrà superato il record di 37mila del 2008. “Dal 15 gennaio ad oggi sulle nostre coste sono arrivati 5.278 immigrati, quasi tutti tunisini; 66 sono i minori e 60 le donne. Per lo più si tratta di giovani fra i 20 e i 35 anni, praticamente due generazioni in fuga”, ha reso noto il ministro. Che ha anche annunciato di aver chiesto all’Unione europea uno stanziamento di 100 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza immigrazione. Ed un nuovo ruolo operativo per la Frontex, l’agenzia europea che deve fronteggiare sul Mediterraneo gli sbarchi. Al governo italiano invece la richiesta è di un contingente di 200 militari in più “che potrebbero servire a controllare le strutture in cui sono ospitati i cinquemila clandestini arrivati nell’ultimo mese a Lampedusa”. Maroni ha anche annunciato che domani sarà in Sicilia insieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per fare il punto sull’emergenza.

Le parole del responsabile del Viminale sono arrivate dopo lo scontro con l’Ue. Alle lamentele del ministro e alla sua richiesta di collaborazione delle istituzioni europee e di convocazione urgente del Consiglio europeo, l’Unione ha ribattuto: “Siamo stupidi dalle parole di Maroni, lui ha rifiutato l’aiuto della Commissione”. Cecilia Malmstroem, commissaria Ue per gli affari interni responsabile per le questioni di immigrazione, stamani ha reso noto di essere “stata personalmente in contatto sabato con le autorità italiane , a cui ho chiesto se avessero bisogno del nostro aiuto” e la risposta è stata “no grazie, in questo momento non abbiamo bisogno dell’aiuto della Commissione europea”. Malmstroem si è detta “molto sorpresa” delle dichiarazioni “delle autorità italiane sulla presunta risposta lenta e burocratica da parte della Commissione” sull’aiuto da fornire all’Italia sulle recenti pressioni migratorie in provenienza dalla Tunisia, ha affermato la Malmostroem. “Nessuna richiesta è stata avanzata dalle autorità italiane”. Ma Maroni ha smentito di aver rifiutato l’aiuto alla Ue. ”Maroni e Malmstroem – ha spiegato la portavoce del ministro dell’Interno – si sono sentiti sabato scorso ed il ministro ha avanzato alcune richieste, peraltro non nuove: l’intervento di Frontex, gestire i centri per gli immigrati e rimpatriare i clandestini, nonché il rispetto del principio del ‘burden sharing’, che cioè siano tutti i Paesi dell’Unione a farsi carico di rifugiati e clandestini. Rispetto a queste richieste per ora non abbiamo avuto risposta”.

Intanto, dopo giorni di continui sbarchi a Lampedusa (leggi l’articolo), nella notte non si sono registrati nuovi arrivi sull’isola ma un barcone è stato avvistato diretto verso le coste italiane. Una situazione che l’Osservatore romano, quotidiano della Santa Sede, non ha esisitato a definire tragica: “L’emergenza assume i contorni di una vera tragedia”. E ieri si è venuto a sapere che cinque persone sono morte e altre 17 sono disperse, dopo un naufragio avvenuto nella notte tra sabato e domenica al largo di Zarzis, la località da cui in questi giorni sono partite per l’Italia migliaia di persone.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in Tunisia ieri per un incontro congiunto per fare il punto sull’emergenza, ha annunciato l’intenzione di ripristinare i pattugliamenti nel mar Mediterraneo per arginare l’immigrazione clandestina “dalle coste della Tunisia”, ha detto. “Finora il meccanismo dei pattugliamenti ha funzionato – ha osservato il titolare della Farnesina – e noi vogliamo ripristinare quel meccanismo che fino a un mese fa”, ha ricordato, “aveva riportato a zero l’immigrazione clandestina”. Oggi è arrivata a Tunisi anche la responsabile della diplomazia europea, Catherine Ashton, per offrire il sostegno della Ue al processo di transizione del potere e affrontare le misure per frenare l’improvviso flusso di clandestini tunisini verso l’Italia.

Il portavoce del governo tunisino, al-Tayyeb al-Bakkush, ha respinto “qualsiasi ipotesi di presenza di forze di polizia straniere lungo le nostre coste e sul nostro territorio per fermare la partenza dei clandestini”. Ipotesi questa avanzata dall’Italia. “Il nostro popolo – ha detto al-Bakkush – respinge qualsiasi ipotesi di presenza militare straniera sul nostro territorio; diremo ufficialmente di no a qualsiasi richiesta formale che il governo italiano dovesse avanzare relativa al dispiegamento delle sue truppe lungo le coste per fermare i clandestini”. Maroni ha però riformulato la proposta questa mattina ribadendo che l’intenzione del governo italiano è di “dare un aiuto alla polizia tunisina inviando i nostri contingenti che sono in grado di fare il controllo sulle coste, che è l’unico modo per prevenire le partenze: oggi non c’è più un sistema di sicurezza in Tunisia e noi siamo disponibili a dare una mano, a fornire mezzi, motovedette, fuoristrada”.

Intanto il prefetto di Palermo, nominato commissario straordinario all’emergenza immigrati, ha comunicato che le strutture sono in grado di ospitare quanti sbarcano. “La Sicilia è in grado di ospitare tutti gli immigrati che in queste ore stanno affluendo dalla Tunisia, ha detto Giuseppe Caruso. “Non ci sarà bisogno di mandarli in altre parti d’Italia”. Se non saranno sufficienti le strutture murarie già esistenti, Caruso è pronto alla realizzazione di tendopoli, del resto “la crisi tunisina è una catastrofe umanitaria – aggiunge – come dopo un terremoto”.

Del medesimo avviso il ministro Maroni. “Non c’è solo il problema del contrasto all’immigrazione clandestina e dei flussi, è uno scenario nuovo che si sta profilando e credo sia assolutamente urgente che i capi di Stato e di governo si diano una strategia”. Quanto all’aspetto legato proprio all’immigrazione clandestina, in particolare dalla Tunisia, Maroni ha detto che alle richieste italiane “l’Europa ancora non ci ha dato risposta. C’è l’aspetto legato all’immigrazione, all’emergenza umanitaria – ha spiegato – e su questo abbiamo già da tempo avanzato richieste alla Commissione europea, in particolare l’intervento di Frontex, ma anche gestire gli arrivi, i centri per l’identificazione e procedere ai rimpatri”.

Chiediamo da tempo, ha ribadito il titolare del Viminale, “che sia l’Europa a farsi carico di tutto ciò di cui ci stiamo facendo carico noi con le nostre forze: questa è una delle numerose richieste che abbiamo avanzato e su cui ancora l’Europa non ci ha dato risposte”. Maroni ha ricordato che oggi pomeriggio ci sarà alle 15.30 una riunione tecnica sul tema al Viminale, a cui seguirà una seduta del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica “per decidere le misure di contrasto e di controllo degli sbarchi”.