E’ un falso argomento sostenere che chi scende in piazza verrà strumentalizzato da quanti vogliono a tutti i costi cacciare Berlusconi, e non riuscendoci per via elettorale lo fanno passando dal buco della serratura della sue camere da letto in un nome di una non meglio precisata “virtù” civica. I fatti privati del presidente del Consiglio rimangano pure custoditi nelle sue ville, al riparo da occhi indiscreti. Ma i fatti pubblici riguardano tutti gli italiani e per questo non si può far finte di niente.

Così quando un premier telefona in questura per far rilasciare una minorenne, non è un fatto privato. E’ un reato pubblico.
Così quando un premier paga per fare sesso con una minorenne, si chiama fruttamento della prostituzione minorile. Non è un fatto privato, è un reato e un fatto pubblico.

I neolibertini sostengono che le ragazze sono andate alle feste con le loro gambe, e questa libertà viene sbandierata come la massima forma di emancipazione della donna moderna. Verissimo. Ognuna è libera di vendersi, di vendere il proprio corpo, di fare il mestiere più antico del mondo. Nessuna delle persone che scenderà in piazza oggi l’ha fatto contro la prostituzione. Non si manifesta contro le escort, contro Ruby o le altre Arcorine. Libere loro di scegliere la propria vita.  Non è una manifestazione moralista e bacchettona contro le prostitute.

Non ci sono brave ragazze contro cattive ragazze. Non è una manifestazione contro le persone, ma contro il metodo che ha permesso a personaggi come Nicole Minetti di diventare consigliere regionale in Lombardia e a Barbara Matera di essere elette al Parlamento Europeo con oltre 130mila preferenze (prima degli eletti dopo berlusconi nella circoscrizione Sud) senza aver rilasciato un’intevista, senza un comizio, senza aver dimostrato di saper fare niente di niente.
Questo non è guardare dal buco della serratura, ma alzare il velo su  una situazione pubblica grave, un problema di selezione della classe politica che tocca in particolare le donne. Ma ci sono molti uomini peggiori di queste ragazze in posti di potere, obietteranno i censori. Vero, ma non può essere un argomento a discolpa.

La stesso dicasi di chi sbandiera altre e peggiori cose accadute nelle vite private di altri famosi personaggi. Si dice per esempio che Woody Allen si è messo con la figlia adottiva della moglie. E allora? Che Eugenio Scalfari ha vissuto per 40 anni bigamo aperto, una settimana con una e una settimana con l’altra E allora? Anche Bill Clinton non si è comportato proprio bene nella Sala ovale. E allora? Non risulta che la stagista sia diventata ministro. Nessuno di questi signori ha usato il proprio ruolo pubblico per intervenire a favore delle proprie amanti e nessuno ha usato la cosa pubblica per piazzarle.

Tutto il resto sono solo chiacchiere e fumo negli occhi.

Il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2011