Ma che cosa ci è successo? Intendo a noi essere umani, donne e uomini che popolano il vasto mondo civilizzato, nati dopo la Seconda guerra mondiale, figli di costituzioni, come quella italiana, che sanciscono l’uguaglianza fra le persone e il diritto al lavoro, tutelano le minoranze, promuovono lo sviluppo della cultura?

La tragedia di un uomo ridicolo ha messo a nudo il re ma ha anche sollevato il velo sulla pochezza di un’intera classe politica assurta ai più alti gradi non per merito ma per servilismo. Il pugno di ferro del grande capo della più grande azienda italiana ha spazzato via conquiste e diritti costati sudore e sangue, ma colpevolmente non coltivati. E l’immensa ricchezza di pochi, accompagnata da una proporzionale arroganza, si staglia beffarda sulla nuova povertà di milioni di italiani.

L’onore e la bellezza delle donne sono stati calpestati, derisi, violati per decenni da programmi televisivi che traducevano in modelli di comportamento lo squallido immaginario erotico dell’uomo ridicolo.

E gli ultimi degli ultimi, in fuga da povertà, guerre, catastrofi, vengono respinti o sfruttati, i loro figli discriminati, derisi perfino quando muoiono: “Rom -4”, “Rom raus” qualche infame ha avuto il coraggio di scrivere sui muri di una strada di Roma, in “ricordo” dei quattro piccoli Rom divorati dalle fiamme dei loro poveri giacigli.

Ho appena letto il pamphlet di Stéphane Hessel, Indignez-vous. “Una vera democrazia ha bisogno di una stampa indipendente”. “Il potere del denaro non è mai stato così grande, insolente, egoista”. “La colonna sonora della Resistenza è stata l’indignazione… Indignatevi!”.

Un buon viatico per me, per mia figlia, per le mie amiche con le quali, fra pochi minuti, scenderò in piazza per tutelare la nostra dignità.