Dopo il faccia a faccia di ieri tra il capo dello Stato e il premier Berlusconi, il Quirinale interviene per smentire alcune ricostruzioni giornalistiche. Ma, in realtà, rilancia: “Si è data particolare attenzione – scrive il Quirinale riferendosi alle notizie di stampa – a quella che sarebbe stata la ‘temperatura’ del colloquio che ha in effetti visto il serio confronto tra rispettivi punti di vista e argomenti. Il Presidente della Repubblica ha insistito su motivi di preoccupazione, che debbono essere comuni, sull’asprezza raggiunta dai contrasti istituzionali e politici, e sulla necessità di un sforzo di contenimento delle attuali tensioni in assenza del quale sarebbe a rischio la stessa continuità della legislatura”. Poi la nota del Colle smentisce la notizia di scontri di piazza evocati da Berlusconi: “Si smentisce nettamente che sarebbero state evocate dal Presidente del Consiglio ipotesi di mobilitazioni e reazioni di piazza che si è escluso di aver voluto e voler sollecitare”.

Un primo commento alla nota del Quirinale è arrivato dal coordinatore di Futuro e Libertà Adolfo Urso, che a margine dei lavori dell’assemblea costituente del partito ha dichiarato: “Napolitano si dimostra ancora una volta come il vero garante della Costituzione dell’Italia. Per questo il presidente della Repubblica trova un consenso diffuso nel Paese e trova il consenso di coloro che vogliono che si esca dal pantano”. Nessuna dichiarazione invece dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che si è limitato a dire: “Leggo anch’io le agenzie”. Il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi ha invitato Berlusconi a comportarsi “per una volta in modo responsabile: ascolti Napolitano e smetta di incendiare il clima politico. I continui attacchi del presidente del Consiglio alla magistratura, alle opposizioni, agli organismi di garanzia hanno messo a dura prova la tenuta delle istituzioni. Napolitano è stato chiaro. Se Berlusconi, travolto dagli scandali e screditato in patria e all’estero, non è capace di comportarsi da uomo di Stato, si dimetta”.

Secondo il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto è ”giusto l’invito a non alzare i toni. Peraltro essi non sono stati alzati da Berlusconi, bensì dall’incredibile attacco non solo giudiziario, ma anche per vie mediatiche e giornalistiche, di un nucleo di magistrati che sono essi ad essersi assunti la responsabilità di avere elevato fino al diapason proprio il livello dello scontro politico-istituzionale”.

Il comunicato del Colle è arrivato dopo l’incontro di ieri tra Napolitano e il presidente del Consiglio. Un’ora di colloquio sul filo della tensione, in cui il capo dello Stato ha ribadito che “il giusto processo è già garantito dalla Costituzione”, senza bisogno di alcuna riforma e di alcuno strappo sulla giustizia. E ha ricordato al premier che il conflitto di attribuzione si solleva nel corso del processo e non in Parlamento. Parole che a Berlusconi sono suonate come un invito a farsi giudicare.