Frattini non deluderci, vai di corsa alla Corte europea dei diritti dell’uomo e denuncia il complotto e la persecuzione contro Berlusconi. Lo diciamo davvero con il cuore, questa  volta facciamo il tifo per il ministro degli Esteri e ci auguriamo che non si faccia condizionare da quei cattivi consiglieri che lo richiameranno alla prudenza e cercheranno di farlo recedere dal suo coraggioso proposito. Frattini non deve mollare, deve chiedere un giudizio internazionale sullo scandalo italiano, deve pretendere una sentenza esemplare sulla persecuzione. Deve solo impegnarsi sin d’ora ad accettare di buon grado la sentenza finale, qualunque essa sarà, anche se dovesse rivelarsi un boomerang, anche se dovesse rilevare che non solo complotto non c’è mai stato, ma, anzi, che gli usi e gli abusi li ha commessi proprio quello che finge di essere vittima di un regime comunista.

Moriamo dal desiderio di assistere a questo processo
, anzi sin d’ora chiediamo a tutte le reti della presunta vittima di allestire uno studio speciale, di seguire minuto per minuto il dibatto, stile Grande fratello, senza interruzione, neppure per gli spot.

Già che ci si trova, Frattini potrebbe chiedere alla Corte di discutere anche quell’esposto depositato nel marzo del 2010 dalla fondazione Soros, da Open society, da decine di associazioni che si occupano della libertà dei media e che hanno chiesto un pronunciamento della Corte sulle violazioni da tempo in atto in Italia. Facciamo il tifo per Frattini,  anche perché noi stessi, come Articolo21, invieremo alla corte di Strasburgo per un giudizio, non appena dovessero essere approvate, sia  la legge bavaglio sulle intercettazioni sia il regolamento per le trasmissioni della Rai che la maggioranza vorrebbe imporre e che prevede la chiusura di tutte le trasmissioni sgradite al piccolo Cesare. In questo caso non si può neanche parlare di legge bavaglio, perché si tratta di un vero e proprio golpe politico che punta ad azzoppare chi ancora osa dare le notizie.

Porteremo gli esposti e le denunce in tutte le sedi possibili: non solo a Strasburgo, ma anche nella sede del Parlamento europeo, davanti ai tribunali, davanti alla Corte costituzionale, ovunque sarà possibile perché qui siamo davvero arrivati all’ultima scena del film Il caimano. Parteciperemo con convinzione alle iniziative  che saranno promosse dal Comitato per la libertà di informazione, dalla Federazione della stampa, dall’Usigrai, da chiunque abbia davvero a cuore la Costituzione.

Per queste ragioni confidiamo che Frattini non prenda paura e non receda dai suoi propositi. Lo seguiremo giorno per giorno, lo incalzeremo, lo sproneremo a presentare l’esposto, gli rivolgeremo una sola richiesta: è disposto ad accettare la sentenza con serenità? In caso di sconfitta riconoscerà il verdetto e presenterà le sue dimissioni, reclamando contestualmente quelle del suo capo? Un’eventuale bocciatura, anche da parte di quella suprema Corte, lascerebbe come unica alternativa il ricorso al tribunale celeste, ma, da informazioni riservate in nostro possesso, ci permettiamo di sconsigliarlo, perché quelli la sentenza l’hanno già scritta e non sarà facile imporre loro una riscrittura dei 10 comandamenti.