Rileggendo i commenti sui due post sul Fatto, quello di Maurizio Viroli e il mio, mi rendo conto che taluni lettori, invece di attenersi agli argomenti del blogger di turno, esulano dalle tesi trattate dando la stura a veri e propri sfoghi, utilizzando la blogosfera come sorta di neo-arena in cui gli autori-gladiatori dei blog, vengono considerati come parafulmini sui quali scaricare le frustrazioni e le incongruenze di una parte, per fortuna non rilevante, dei commentatori.

Viroli nel suo Il Paese Bordello riporta in sintesi il parere degli americani i quali, a proposito delle abitudini libertine & liberticide del Caimano, si chiedono come sia stato possibile che noi italiani, che pur dovremmo essere un paese a democrazia liberale, ci si sia ridotti come effettivamente siamo ridotti. I nostri tradizionali alleati paventano che il sistema Berlusconi potrebbe essere imitato da altri paesi democratici. In tal caso – conclude Viroli – sarebbe il futuro [che ci attende e] non un altro esempio del malcostume politico italiano.

Nel mio L’Italia non è un bordello, lungi dall’esser entrato in polemica con Viroli, del quale ho utilizzato l’analisi per trarre conclusioni non differenti ma diverse dalle mie – i lettori in grado di intelligere noteranno che non è un mero gioco di parole – per ribadire tre fatti elementari. I bordelli italiani sono a esclusivo uso & consumo dei così/detti vip e negati ai cittadini comuni. Il liberalismo non è stato tradito perché da noi – grazie alla massiccia presenza delle due chiese, quella cattolica e quella marxista, per non dire della parentesi fascista dura a morire – semplicemente non esiste. Concludendo mi chiedevo come mai gli americani si stiano accorgendo solo adesso del pasticcio italiota, al quale hanno massivamente contribuito in decenni di politica estera.

Tornando al bordello, se esso è un luogo più o meno regolamentato dove la popolazione maschile si reca per sfogare bisogni & pulsioni, che non può o non vuole soddisfare in luoghi diversamente deputati e/o canonici, bisogna pur prender atto del fatto che il bordello da noi non esiste più, essendo stato abolito nel 1958 dalla legge Merlin, una senatrice socialista sulla quale sono scorsi fiumi d’inchiostro a favore e contro la sua iniziativa. Come nel caso di Indro Montanelli nel suo polemico pamphlet intitolato Addio Wanda nel quale scriveva: in Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la loro sicura garanzia.

Il fatto che il bordello sia tramontato almeno per i più, significa che la soddisfazione dei bisogni e delle pulsioni di cui sopra, non trovando possibilità di soddisfazione, si vadano a ricercare in altri contesti, come per altro gli italiani sono già costretti a fare per la fecondazione assistita, per la dolce morte & via discorrendo. Che quindi il libertinismo italico di massa possa comunque esprimersi, risulta evidente in quei paesi – dal sud est asiatico all’America latina e non mancano altri paesi nei rimanenti continenti – più o meno affollati dei suddetti bordelli & succedanei dove, assieme ad altri campioni di popolazioni maschili, il maschio italiano è rappresentato in forze.

“E le donne?”, si potrebbe chiedere.

Un’amica tunisina mi ha detto che anche le donne del nostro bel paesino, sono assidue frequentatrici della fauna maschile locale. E mi fermo qui perché da noi il tema della sessualità non è argomento né facile, né leggero, né agevolmente trattabile per via di un moralismo più preteso che reale, e della relativa indotta ipocrisia & ideologia.

Che sia questo il motivo per cui il comportamento del Drago con la bava alla bocca, invece che essere unanimemente deprecato venga invece invidiato da una parte consistente della popolazione, che lo esalta cercando di emularlo?

Riusciremo davvero a sbarazzarci del Caimano addebitandogli un comportamento sconcio, piuttosto che inchiodarlo alle responsabilità dello sfascio soprattutto economico e finanziario, dei quali anche la così/detta opposizione si è resa responsabile per omissione, per non ridire della sua incompetenza e inanità? Chissà.