“Quando si parla di Rom, conoscere il problema è già una scelta politica”. Parola di Pietro Marcenaro, senatore del Pd e presidente della Commissione del Senato per la Tutela e la promozione dei diritti umani che oggi ha approvato all’unanimità il rapporto conclusivo dell’indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia (leggi la sintesi del documento approvato). “Il voto unanime è un buon segnale di controtendenza rispetto a quelle che ancora oggi sono le politiche che l’Italia indirizza a queste minoranze”. E sulle vicende di Roma è netto: “Ai Rom vanno date case civili”.

In un’intervista a ilfattoquotidiano.it, Marcenaro afferma la necessità di un cambio radicale di prospettiva sul problema dei rom. “Ci vuole innanzitutto il coraggio di guardare questa realtà abbandonando ogni demagogia – spiega il senatore – e la parola nomadi va cancellata”.

Secondo l’indagine della Commissione presieduta da Marcenaro, in Italia ci sono meno rom rispetto agli altri paesi europei. A Roma i rom censiti nei campi sono 4970, dei quali i due terzi arrivati dai paesi della ex-Jugoslavia negli anni delle guerre balcaniche. Solo il 22% di questi è rumeno.

Sempre nella capitale, il 4,5% è italiano, ma addirittura il 50% è nato in Italia. “Questo significa che il problema esiste da moltissimi anni – precisa Marcenaro – Cosa aspettiamo a regolare la questione della cittadinanza, soprattutto per i minori?” Tra i rom che abitano a Roma quelli al di sotto dei quattordici anni rappresenta più del 40% del totale. Mentre solo il 2,8% ha più di sessant’anni. “Già questo dato è allarmante – spiega il senatore del Pd – soprattutto se confrontato il 25% di ultrasessantenni della popolazione italiana. I rom hanno una prospettiva di vita molto bassa, e questo è inaccettabile”.

Le condizioni di vita di Rom, Sinti e Caminanti sono infatti al centro dell’indagine parlamentare. I campi sono una realtà quasi esclusivamente italiana e secondo i dati raccolti il nomadismo non esiste più. “I rom sono sedentari”, spiega ancora Marcenaro, che attacca: “Quella dei nomadi è una scusa per poterli cacciare in continuazione. La verità è che la gran parte dei campi è una discarica a cielo aperto in cui intere generazioni, dai nonni ai nipoti, hanno vissuto avendo quella realtà come unica prospettiva di vita. Mi domando – conclude – come si possa pretendere regole da chi vive in una discarica”.

Il rapporto fa il punto anche sui pregiudizi più comuni, auspicando una modifica della legge sulle minoranze perché sia riconosciuto lo status di minoranza anche ai rom. “Per spiegare il pregiudizio basti sapere che nella legge che istituisce il 27 di gennaio il giorno della memoria non c’è traccia di quello che in lingua rom si chiama porajmos, lo sterminio nazista delle popolazioni rom”, racconta Marcenaro, che avverte: “Nel nostro paese il pregiudizio e l’ignoranza si sono alimentati a vicenda”.

Il senatore Marcenaro non commenta le più recenti affermazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno, che non intende aprire un percorso abitativo per i rom se non attraverso l’apertura di nuovi campi o tendopoli. “Le cose giuste – dichiara Marcenaro – le ha dette il presidente Napolitano. Queste persone hanno bisogno di case civili in contesti dignitosi”.