Di una cosa dobbiamo ringraziare Silvio Berlusconi. Di averci fatto guardare in faccia l’inguardabile, di averci fatto sopportare l’insopportabile, di averci messo di fronte il peggio di noi stessi: il menefreghismo, il qualunquismo, l’egoismo… A questo punto, solo osservando da vicino le fauci del “drago”, un minuto prima di venire divorato, il paese riuscirà a capire che non c’è speranza che diventi mansueto. Se tutti insieme riusciamo a cogliere l’occasione, l’anti-politica dell’uomo di Arcore potrà lasciarci qualcosa di buono.

Perché di fronte alla degenerazione finale del berlusconismo, di fronte all’esaltazione dei suoi difetti, è naturale che l’altra Italia reagisca riconoscendosi nei valori elementari, condivisi e condivisibili. È naturale che la maggioranza degli italiani lasci da parte le divisioni congiunturali ed effimere per riscoprire i princìpi essenziali del vivere civile: l’onore, la dignità, la sincerità, l’onestà, la serietà, il senso dello Stato. Per riscoprire ciò che unisce e non ciò che divide. Per riscoprire il coraggio di stare dalla parte del giusto. Per riscoprire il senso della buona politica, quella in cui l’interesse non è mai particolare ma sempre generale.
È per questo che il drago si dimena prima della sconfitta finale, cerca disperatamente di dividere i nemici con ogni mezzo: li corrompe, li blandisce, li circuisce.

È in affanno. Sa benissimo che un giorno il suo incantesimo s’infrangerà sotto i colpi del buon senso civile. E allora affila le armi, parla ai più deboli, inventa storie, fa promesse. Paga profumatamente i suoi cortigiani affinché non lo abbandonino. Prostituzione fisica e intellettuale. Subdolo, cerca di assumere sembianze umane. Nonostante l’evidenza, spiega che la sua vita è normale, che non ha mai fatto male a nessuno. Che chiunque si ribella al suo potere, al suo fascino, è un traditore.

Ma è andato troppo oltre. Gli italiani scoprono e scopriranno con chi hanno a che fare grazie alla sua insaziabile voglia di potere. Sapranno riconoscere l’inganno di un drago che ha cercato di farsi condottiero. Sapranno riconoscere se stessi un attimo prima di finire nelle fauci della bestia feroce. Sapranno ribellarsi. E sapranno rialzarsi, tutti insieme.