Mariastella Gelmini, il ministro della Scuola e dell’università, troppo spesso distratta e disinvolta. Da tante cause che nulla hanno a che fare col suo ministero. Come quando scende nell’agone delle polemiche che scoppiano su Berlusconi e i suoi sostenitori. L’ultima volta per difendere Minzolini, il direttore del Tg1 sotto tiro per aver attaccato i colleghi del Tg3. “Gli attacchi che la sinistra e i suoi giornalisti hanno rivolto al direttore Minzolini – esordisce la Gelmini nel comunicato 040211 dello scorso 4 febbraio – sono ipocriti e strumentali”.

E via con tutte le battute che su questa vicenda hanno sviluppato gli indomiti difensori del premier. Ormai però questo attivismo del ministro del Miur per farsi sentire nel coro della difesa ad oltranza della sua parte politica da qualche tempo è diventata una costante. Comunicati della Gelmini si sono letti per difendere il capo nella vicenda Ruby, o per dimostrare la propria solidarietà nei confronti dei colleghi di governo Bondi e Frattini. La Gelmini in quanto ministro rappresenta la scuola e l’università. E come tale dovrebbe avere l’ambizione di essere il più possibile super partes e dimostrare che quelli sono i mondi a cui si dedica. Ma in questo modo così non è, sempre più si fa notare come uno dei supporter più fedeli del capo.

Un’attività peraltro svolta con una indiscussa disinvoltura : i comunicati con cui fa sentire la propria voce sono infatti scritti su carta intestata Miur e sono firmati ufficio stampa. Del Miur ovviamente. Come a dire che per farsi la propaganda non paga di tasca propria, ma utilizza una struttura pubblica pagata coi soldi di tutti. Come l’assessore che usa l’auto blu per andare a fare un comizio. Una disinvoltura che non sta passando inosservata, tanto da indurre la senatrice Marilena Adamo e alcuni colleghi parlamentari del Pd a rivolgere un’interrogazione indirizzata appunto alla stessa Gelmini e al collega di governo Brunetta in cui si legge:

“Da segnalazioni di cittadini, apprendiamo che il ministro dell’Istruzione utilizzerebbe strumenti del ministero, segnatamente l’ufficio stampa, per intervenire direttamente nella polemica politica di questi giorni, per cui circolerebbero comunicati e prese di posizione a esempio sul cosiddetto Rubygate o sull’operato della magistratura con l’intestazione Miur
I sottoscritti senatori, interrogano il ministro dell’Istruzione e il ministro della Funzione Pubblica per sapere se ritengono corretto e legittimo questo comportamento, sia dal punto di vista della distinzione tra ruoli istituzionali e politica che da quello del corretto utilizzo delle risorse pubbliche e se intendano mettere fine ad una prassi tanto più discutibile in quanto interessa il ministero cui guardano insegnanti e studenti”.