“Una Costituzione stabilisce le regole del gioco. Non stabilisce come si deve giocare, una volta date quelle regole. Anche il modo di giocare è stabilito da regole ma ognuno vede la differenza fra le prime e le seconde. Le prime fissano le condizioni essenziali e pregiudiziali in base alle quali un qualsiasi gioco fra più persone può essere condotto. Le seconde sono quelle che insegnano a condurre il gioco in modo da vincerlo”. Con queste parole Norberto Bobbio in un bellissimo saggio sulla Costituzione esprime tutta l’importanza del rispetto delle istituzioni delle regole comuni e del senso di unità del paese.

Probabilmente oggi a qualcuno la Costituzione non piace proprio e provando ad evocare repubbliche giudiziarie, complotti rossi e internazionali cerca di superare, non potendo ovviamente farlo, la questione principale: l’Italia è una repubblica costituzionale e, piaccia o no a l’una o l’altra parte politica, queste sono le regole del gioco comune. Ne è prova la risposta della Presidenza della Repubblica che spiega come non possano essere legittimi decreti leggi in materia fiscale e che il ruolo legislativo spetta al parlamento. Una qualsiasi riforma strutturale pur essa economica non può non passare se non attraverso un corretto iter parlamentare. E se il federalismo è davvero di interesse nazionale, a maggior ragione occorre un serio dibattito politico.

Ci dispiace caro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , ma noi amiamo l’Italia, il tricolore e la Costituzione. Ci dispiace che lei non rispetti i ruoli istituzionali di Camera, Senato, Quirinale e Corte costituzionale. Ma d’altronde la saggezza non gli appartiene, visto che in casa sua in questo momento vige la regola del “facciamo come ci pare”. “Bordello” è la parola che Dante nella Divina Commedia evoca in quell’Italia di guelfi e ghibellini, e quanto di moderno e reale c’è in quella parola. Noi ci rifacciamo ai saggi del nostro paese, mentre lei, caro presidente, si rifà ad altri saggi quali dittatori del Mediterrano e ultimi regimi totalitari europei. Se un Mubarak, un Ben Alì o un Lukashenko per lei rappresentano un modello di saggezza e democrazia, le do un consiglio: li vada a trovare e si riposi perchè noi ci riprenderemo il nostro paese. Noi siamo pronti ad una grande manifestazione di popolo a difesa della Costituzione e dell’unità d’Italia, noi, caro presidente, abbiamo realmente a cuore le sorti del paese.

Continui a pensare ai festini lasci stare la politica, lei non è di certo uno statista, ma un impresario.