In attesa di alcune interviste su questioni alimentari, sottopongo alla vostra attenzione l’ultima dichiarazione del ministro Galan sulla caccia:

“Non è più possibile accettare un’incredibile speculazione che si ammanta di coloriture di tipo ambientalista a danno di un’attività sportiva quale è la caccia che non può essere confusa in nessun modo con lo sterminio di questa piuttosto che di quella specie animale.
Far proprie le posizioni animaliste di chi ha responsabilità di governo arreca un danno incalcolabile alle voci importanti della nostra economia, ma soprattutto crea confusioni e allarmismi sempre più insopportabili da parte di chi opera nel pieno rispetto della legge in un settore che non può essere criminalizzato.
Comunque, niente e nessuno riuscirà a colpire la caccia e la sua secolare civiltà, che, ripeto, nulla ha a che vedere con chi per davvero non ha alcun rispetto della natura nelle sue diverse forme”.

Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

Due mesi addietro, aveva dichiarato: “Vorrei inoltre ricordare che l’industria italiana dei fucili da caccia rappresenta un orgoglio nazionale, un’eccellenza senza paragoni della nostra produzione, perché chiunque desidera possedere un fucile italiano. Chiedo che ci sia rispetto per una passione che provoca in tantissime persone emozioni fortissime. Chiedo rispetto reciproco, soprattutto chiedo che si smetta di definire delinquenti i nostri cacciatori. La caccia si pratica in tutti i paesi dell’Europa, in tutto il mondo”.

Di contro la Brambilla, ministro del Turismo, da mesi continua la sua “crociata” per abolire la caccia: “Non credo che una minoranza di di 750 mila cacciatori possa pretendere di far prevalere le proprie ragioni rivendicando con arroganza la libertà di uccidere animali indifesi quando la maggioranza degli italiani si sente offesa da questo gesto”. E’ quindi “possibile e necessario arrivare all’abolizione della caccia anche perché sono certa che esistono modi di divertirsi ben diversi senza uccidere esseri viventi”.