Il suo nome sarebbe rimasto sconosciuto ai più se gli avvocati difensori del presidente del Consiglio Niccolò Ghedini e Piero Longo non lo avessero interrogato il 21 ottobre del 2010. Danilo Mariani, 48 anni, è il dj pianista del presidente Silvio Berlusconi nelle serate “hot” di Arcore, quindi un testimone di quello che accadeva e per questo sentito dai due legali del premier. E’ a lui che – come racconta La Repubblica – dal conto gestito dal ragionier Spinelli (“Spinaus“), arriva la bella somma di 100mila euro. Un compenso per le sue prestazioni da dj o una somma per tacere?

A parlare del pianista toscano sono personaggi di primo piano. Innanzitutto Lele Mora: “La cosa più oscena che si faceva ad Arcore era cantare”. C’era “tale Danilo, intrattiene gli ospiti, mettendo su anche i cd per il karaoke”. Sono in tanti a ricordare Mariani. Oltre Mora ed Emilio Fede, lo ricordano nei verbali difensivi anche Giorgio Puricelli, massaggiatore del Milan diventato consigliere regionale nel listino bloccato di Roberto Formigoni ( lo stesso listino di Nicole Minetti), la deputata Pdl Mariarosaria Rossi, la brinzola Roberta Nigro e la show-girl cagliaritana Barbara Faggioli.

Ma cosa dice il diretto interessato interpellato da Ghedini e Longo? “Alle cene ad Arcore, Silvio Berlusconi non è mai rimasto solo con gli ospiti – ha raccontato Mariani ai legali del premier – Il presidente era sempre insieme a me, al personale di servizio e agli ospiti”. Niente spogliarelli o scene di sesso “né etero né omosessuale”. E Ruby? Mariani risponde secco: “Associo questo nome a una ragazza mora, alta, di età intorno ai 20-23 anni”.

Il conto corrente “numero 1” intestato a Berlusconi alla filiale Montepaschi di Milano 2, sta diventando cruciale. Insieme al pianista da 100mila euro e alla mamma di Noemi, il conto è una preziosa “cassa continua” per decine di ragazze “spesso straniere”. Come ha rivelato ieri il Sole 24 Ore, tra il 2007 e il 2008 alla filiale si presentano un paio di volte al mese, sempre il lunedì e il venerdì, alcuni uomini fedelissimi del presidente del Consiglio, tra cui il tesoriere Spinelli. Prelevano cifre da capogiro, somme che si aggirano tra i 300 e i 500mila euro. Nessuna valigetta: gli uomini del premier si infilano i rulli di banconote nelle tasche interne di cappotti e giacche.

Non solo prelievi, ma anche tracce di bonifici, dai 10mila ai 50mila euro con accanto nomi femminili. Le date coincidono con i giorni dello scandalo sulle foto scattate nelle ville sarde del premier dal fotografo Antonello Zappadu. Coincidenze.

(ER)