Mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini consapevoli e attenti possa cambiare il mondo: è sempre stato l’unico modo per farlo”.
(Margaret Mead, antropologa)

Ci risiamo. Gli occhi che bruciano, la gola che pizzica, il raffreddore dei neonati che si trasforma sempre più spesso in bronchiolite (l’allarme lo lanciano i pediatri sulle pagine della cronaca locale, mica un gruppo di madri ansiose). La coda dell’inverno porta a Milano il solito carico di polveri sottili fuori norma e in questi giorni le centraline segnalano dati ben tre volte oltre la soglia di allarme: fino a 159 microgrammi, il limite sarebbe 50. Il numero tre ricorre nella contabilità del grigio meneghino: l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato che ogni anno siano tremila i morti in città riconducibili all’inquinamento atmosferico. E anche quest’anno Milano ha già accumulato 29 giorni dei 35 consentiti “fuorilegge” dall’Unione Europea. Nel 2007 il limite lo avevamo superato il 15 febbraio, esattamente come nel 2010. Forse quest’anno riusciremo a bruciarlo ancora prima, nonostante i peana di vittoria del sindaco in scadenza Letizia Moratti che proclama a mezzo stampa di aver messo in moto una macchina virtuosa in grado di “proteggere i milanesi dallo smog”.

Parole, ma i fatti parlano chiaro: l’aria che si respira è pessima. Il 2010 è andato meglio, proclama la Moratti. Fingendo di non sapere che lo scorso anno ha chiuso in leggero miglioramento non per meriti amministrativi ma per motivi metereologici: la media della piovosità del decennio 2000-2009 è stata di 862,7 mm distribuiti in 79 giorni, contro i 1375 mm del 2010 distribuiti in 102 giorni.  C’è stato dunque il 60% di pioggia in più. Non basta: tra novembre e dicembre 2010 ci sono stati ben 27 giorni che hanno registrato una ventilazione sufficiente alla dispersione degli inquinanti, contro la media di 22 giorni “buoni” dello stesso bimestre  sul decennio 2000-2009.  Come dice Anna Gerometta, storica fondatrice dei Genitori Antismog: “Caro sindaco, non usi vento e pioggia per cantar vittoria”.

Dopo un flash-mob, ribattezzato appositamente flash-smog, per promuovere l’evento, sabato 5 febbraio alle 11 in Piazza della Scala si raduneranno i cittadini che ne hanno pieni i polmoni della mancanza di soluzioni efficaci. Gli stessi che hanno firmato per poter votare, in primavera, il referendum sull’ambiente (informazioni sui cinque quesiti: www.milanosimuove.it). Insieme a Legambiente, Milano si muove, Fai, Italia Nostra, WWF, Lipu, Ciclobby e Genitori Antismog faranno sentire il loro colossale Colpo di tosse per Milano. Un colpo di tosse tristemente vero, che dovrebbe far riflettere amministratori uscenti e aspiranti entranti. Per saperne di più: www.genitoriantismog.it