Il trauma pare così spaventoso che c’è da chiedersi se sarà mai assorbito, se lo spettatore italiano riesca a guardarsi in faccia mentre si svela (forse è prematuro dire “mentre crolla”) il lato oscuro del Sistema per il quale vota a maggioranza da circa 20 anni; esce fuori l’estremo trash del non detto allegato all’offerta globale: lo schifo allo stato puro. Mentre stiamo ancora camminando nei corridoi della piramide – occhio a non inciampare in qualche relitto umano -, ci avviciniamo alla stanza del faraone. Basta seguire l’odore pestilenziale per capire dove andare.

Succede nell’anno 150 di un Paese unificato molto meno tempo fa dalla televisione in italiano di Mike Bongiorno, mi dicono spesso (ah, per la salma buttare un occhio nel mausoleo di Arcore, non si sa mai).
Non è solo B. che crolla, politicamente, moralmente, fisicamente, ma tutto lo schermo televisivo. Il sistema che ha creato e autoalimenta la tv che parla della tv che parla del Cav.

La lista dei “talenti” (e dei servizi) forniti da Lele Mora – pusher n°1 del piccolo schermo – è impressionante. Ora che si è chiarito qual è il suo mestiere (segnalare minorenni che sembrino maggiorenni), giudicate voi.

Si è letto che i genitori di certe ragazze vittime (sì, vittime) del Predatore del Consiglio approvavano il giro, per via, in sostanza, dei vantaggi non banali derivati dalla prostituzione, o semplice cessione, delle proprie figlie.

Si è letto nelle intercettazioni di ragazze a pezzi che più o meno dicevano: “sì lo so che mi stanno ascoltando ma lo dico lo stesso…”. come se fosse per loro l’unica via di uscita per parlare agli inquirenti attraverso conversazioni che supponevano intercettate. Un limbo infernale.

Il bunga bunga spiegato a mia figlia: alla domanda “cos’è?”, non credo che nessun genitore possa rispondere: “No guarda, io lo voterò ancora. Vedi, non è vero che B. voglia comprarsi delle minorenni per farne delle zoccole: a lui basta solo che sembrino minorenni” (risposta ad zoccolam).

Ad Arcore il 6 febbraio ci saranno le primarie della decenza: per uscire dalla quotidianità secondo B., non servirà sprecare sassi: basterà un po’ di saliva.