Tra videomessaggi quotidiani e cornetta contundente contro i giornalisti che fanno il loro dovere, sembra che ormai non ci creda più nemmeno lui alle enormi baggianate di cui ci dobbiamo occupare in quanto pronunciate dal presidente del Consiglio ed amplificate dalle copertine dei Tg nazionali: dunque di portata obiettivamente eversiva e non derubricabili a comicità involontaria da bagaglino istituzionale.

Adesso il complotto includerebbe i soliti comunisti, i fascisti del traditore Fini, neocospiratore in concerto con le procure e ovviamente “le toghe rosse al servizio della vecchia politica (pausa) pronte ad intervenire ogni volta che la situazione lo richieda”.  Battute da copione stanco, ripetitivo, multiuso sui suoi 17 anni vissuti impavidamente e scagliate contro quella “parte della magistratura che non si ferma davanti a niente…” ma che “mai aveva toccato vette così vergognose” usando l’arma abominevole “dello spionaggio” per violare le mura sacre della sua casa, ecc…

Roba che umanamente fa venir voglia di riderci sopra, scrollare le spalle ed occuparsi magari, come avviene nelle democrazie che non sono oggetto di derisione e scherno mondiale a causa dei loro massimi rappresentanti, di politica estera e di cose tremendamente serie come la rivolta che sta incendiando le sponde meridionali del nostro mare contro governi padronali e corrotti.

All’estero, in sistemi democratici con vari assetti costituzionali ma tali nella sostanza, un capo del Governo nelle condizioni del nostro sarebbe rimasto sulla sua poltrona pochi minuti dopo la convocazione dei magistrati e noi mentre siamo ogni giorno di più lo zimbello della stampa mondiale ci sentiamo rivolgere la domanda cruciale: perché è potuto accadere e perché manca una reazione adeguata?

E forse cinicamente in estrema sintesi si potrebbe essere tentati di rispondere che tutto questo avviene per un motivo molto semplice. Perché ormai gli italiani dopo diciassette anni di sovranità mediatica e culturale del Berlusconi-pensiero, anche quando Berlusconi S. non era a palazzo Chigi, si dividono in berlusconiani, quelli che per intenderci continuerebbero a votarlo anche se lo vedessero mentre paga minorenni, corrompe testimoni, falsifica bilanci… e berlusconizzati, cioè tutti gli altri che si sono assuefatti al suo “stile di vita” e non si stupiscono più di niente, grazie anche alla prolungata assenza di opposizione e alla complicità di molta informazione (quella non direttamente stipendiata).

Però il paese, nonostante evidenze incontrovertibili e scoraggianti non è riducibile solo a questo così come la propaganda, le incursioni a scopo intimidatorio, l’ostentazione della violenza contro i giornalisti e i magistrati che fanno il loro lavoro con correttezza e dignità non sono un segno di forza e di sicurezza, ma del contrario.

La riprova è che mentre con i suoi il premier si abbandona agli sfoghi contro “la dittatura mediatica”, la tv pubblica- postribolo, le authority impotenti, i servizi segreti che non lo “difendono”, i magistrati persecutori, La Russa, uno dei coordinatori nazionali oltre che ministro della Difesa, si è dovuto ufficialmente rimangiare l’annunciata ed eversiva manifestazione in piazza Duomo contro i pm di Milano a cui avrebbe partecipato “il grande perseguitato”. L’evento clou del primo scorcio di campagna elettorale all’insegna dell’annientamento della procura nemica il prossimo 13 febbraio, nell’arco di 24 ore è stato derubricato ad una quasi ordinaria raccolta di firme “a sostegno del premier e del governo” nelle piazze del paese.

Chissà se al ridimensionamento hanno contribuito le manifestazioni spontanee di cittadini non lobotomizzati e donne sanamente indignate che sono già scesi in piazza numerosi a Milano e Firenze, quelle previste nei prossimi giorni ed in particolare il presidio che ha annunciato Michele Santoro insieme a Barbara Spinelli e Marco Travaglio per il 13 febbraio davanti al tribunale di Milano a difesa dell’indipendenza della magistratura e della libertà di informazione.

Non sappiamo se una iniziativa eversiva del governo contro la magistratura è stata sventata solo grazie ad una risposta ferma, civile e democratica ma mi sembra che partecipare ed invitare a farlo possa più che mai fare la differenza e delimitare i confini invalicabili della democrazia e dello stato di diritto.