Io Ruby, tu rubi, noi rubiamo. Vicenza, Arzignano. La città dell’oro e accanto il puzzolentissimo distretto delle concerie. Qualche mese fa viene arrestato Andrea Ghiotto che i giornali descrivono come “uno schietto, amorale, sbrigativo, sfacciato, anche simpatico”. Finanziere o giu di lì, Ghiotto ha macchine da sogno, lo yacht a Jesolo, una passione per le belle donne, una suite fissa all’hotel Principe. Ma soprattutto è evasore totale. False fatture per 1,5 miliardi di euro, un’Iva evasa per 250 milioni e i soliti appuntamenti a San Marino, Montecarlo e in Lussemburgo. Ghiotto non si fa mancare niente: l’amicizia con il senatore Alberto Filippi della Lega Nord e i soldi passati sotto banco all’ex comandante della Gdf di Arzignano in cambio della pace per sè e i suoi clienti. 180 imprenditori che dopo la sua “cantata” vengono accusati di frode ed evasione, false fatturazioni e corruzione. Due ufficiali della Finanza erano ospiti fissi della sua suite, ma non disdegnavano di frequentarla anche gli imprenditori. Un plotone di escort lombarde e pugliesi erano sempre all’opera. La più costosa delle quali (si dice 15 mila euro a notte, le altre solo 5 mila) proveniva dal gruppo di Giampiero Tarantini. Ghiotto aveva fatto piazzare nella stanza, dietro le tende, tre telecamere: si sa come va quando si tratta di convincere qualcuno a fare il bravo. Nell’inchiesta sono finiti impigliati anche Bruno Mastrotto, il re delle pelli, e Luca Pretto, produttore degli interni di Audi, Ferrari e Jaguar. Lo scorso giugno, Andrea Pasqualetto del Corriere del Veneto intervista Ghiotto: “Ho dovuto rinunciare a molte cose ma, insomma, io non mi spavento mai e vado avanti, vivo alla giornata. Ho ancora un locale in Brasile, il Buddha Pub, a Natal…Certo, rispetto a prima mi mancano il calcio, la scuola, i ragazzi. E le escort”. Lui Ruby, loro rubano.

Una storia che parla soprattutto di quel che ci aspetta ancora e per molti anni. E dice che non è tempo di essere gentili, questo.