Le notizie di oggi sono due: la Cei si è accorta che c’è qualche problema di moralità nella vita pubblica del Paese. Un sondaggio commissionato da La7 a una nota società demoskopica, rivela che rispetto al giorno della fiducia a Berlusconi il Pdl, il Pd e la Lega sono calate nei sondaggi.

Se mai fosse possibile, i cattolici dovrebbero fare un golpe cortese per spodestare l’attuale nomenclatura a capo della Chiesa. Come potrebbero esserne soddisfatti? Si sa che nei vertici ecclesiastici (fin dai tempi di Pio XII) non si è mai brillato per coraggio politico. Però certo, c’è voluto che il premier raccontasse barzellette razziste, bestemmiasse, venisse inquisito in un mare di processi, alcuni suoi fedeli collaboratori venissero condannati in via definitiva per mafia, prima che la Cei decidesse di richiamare “la politica” a una maggiore sobrietà e moralità. A nessuno è parso, per tempi e toni, un intervento a strenua difesa dei valori cristiani. Semmai un tardivo tappabuchi, quando proprio anche l’ultimo cittadino raziocinante del Paese aveva già emesso una sua condanna di certi eventi recenti. Prendiamo dunque atto che la Chiesa non guida più il gregge, ma lo segue.

Quanto ai sondaggi: che Pdl e Pd calassero, c’era da aspettarselo. Berlusconi trascina tutti verso il baratro. Il Pd invece tarda colpevolmente a prendere posizioni chiare sui grandi temi del Paese, dunque tarda a rialzarsi, dal baratro. Ma la Lega?! Come avevo ipotizzato a lume di ragione un paio di mesi fa qui sul Fatto (quando tutti la davano in crescita forte), la Lega sta perdendo voti. Non molti, ma il dato tendenziale riavvicina il partito di Bossi all’8% delle ultime politiche invece che allontanarlo da esso. Era naturale che avvenisse. La Lega sarà un partito bizzarro, ma l’ha votata tanta gente che sperava sinceramente e onestamente nel cambiamento. Cambiamento che non c’è stato nell’attività di Governo e che, naturalmente, gli elettori non vogliono a tutti i costi. Se per realizzarlo si passa alla storia come la forza politica che sostiene il Bunga bunga della Roma politica stracciona e decadente, allora tanta gente si tira indietro. Il voto ha questo di bello, si dà e si toglie.

Due storie che hanno qualcosa in comune. Rinunciare ai propri valori in nome della realpolitik può andar bene su partite singole, obiettivi a breve termine, ma alla lunga infanga e ridicolizza. La Chiesa sembra avere una soglia della scomunica sempre più alta. Così come la Lega, che digerisce qualunque secchiata di letame pur di restare al potere. Poca dignità e poco orgoglio.

A furia di alzare l’asticella, verrà un giorno in cui gli uni e gli altri si troveranno a cadere. Senza nessuno pronto a raccoglierli.