Dio che orrore..“, a cosa e a chi si riferiva secondo voi la signora Marina Berlusconi usando questa espressione? Ai comportamenti del padre? Alla sua dignità di donna offesa e calpestata? Al cinismo dei cortigiani che, negli studi delle tv di famiglia, fanno finta di indignarsi a tariffa?

Nulla di tutto questo, la signora era turbata per le pacatissime parole pronunciate dallo scrittore Roberto Saviano subito dopo aver ricevuto dalla università di Genova la laurea “Honoris causa”.

Cosa avrebbe mai detto di così terribile il povero Saviano? Nulla se non aver dedicato la sua laurea a quei giudici di Milano che stanno tentando di fare il loro mestiere, ma proprio questo è ormai diventato il problema nazionale: chiunque voglia fare il proprio dovere civico rifiutando la logica della impunità, del conflitto di interesse, della omertà, diventa immediatamente un bersaglio per il piccolo Cesare e la sua corte.

La dedica di Saviano non è una provocazione, ma un atto di civiltà, perché i giudici di Milano sono stati sottoposti e ancor più lo saranno nelle prossime ore ad un vero e proprio linciaggio mediatico. Il presidente del consiglio, come abbiamo dimostrato, dati alla mano, ha goduto di ore e ore di trasmissione per poter insultare gli inquirenti, ai quali non è mai stato concesso il diritto alla replica o al contraddittorio.

Nella indifferenza delle Autorità di garanzia sono state violate persino le norme contenute nel codice di autoregolamentazione che la medesima Autorità si è data.

Quelle regole valgono per tutti, ma non per il presidente del Consiglio, a conferma che il principio di uguaglianza è stato polverizzato e proprio per questo quei giudici sono ritenuti degli eversori, e lo sarebbero, e qui sta il paradosso, perché credono ancora nella carta costituzionale e nella legalità repubblicana.

Che una figlia voglia solidarizzare con il padre lo comprendiamo, ma siamo sicuri che anche lei, in cuor suo, in silenzio, non abbia provato orrore per quello che ha sentito e letto? Anzi, se tutta la famiglia avesse raccolto per tempo l’appello lanciato dalla signora Veronica, forse del loro congiunto non sarebbero stati costretti ad occuparsene i giudici, bensì i medici, “perché quest’uomo ha bisogno di cure e invece in troppi lo eccitano..“, forse un amorevole “orrore” preventivo sarebbe stato meglio per lui, per la famiglia e per l’Italia intera.