Ore 13.49 – Cesa: “Se Pdl vuole c’i sono le condizioni per un’alternativa”
“L’Italia ha bisogno di essere governata e non può restare bloccata sulle questioni personali del presidente del Consiglio. Se la maggioranza vuole, ci sono le condizioni per creare un’alternativa a questo governo, ma non si può perdere altro tempo”. Così ai microfoni del Tg1 il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa.

Ore 13.46 – Iannaccone (Noi Sud): “Nessuna alternativa a Berlusconi”
“Non c’è alternativa a Berlusconi e al suo governo. Chi come Casini ipotizza scenari diversi non ha cognizione della realtà e continua a dilettarsi nella fantapolitica. Noi Sud – che ha contribuito a creare il gruppo parlamentare di ‘Iniziativa Responsabile’ – è convinta che ci sono tutte le condizioni per proseguire la legislatura e realizzare le riforme che il Paese si attende”. Lo dichiara in una nota il parlamentare di ‘Iniziativa Responsabile’, Arturo Iannaccone, leader di Noi Sud.

Ore 13.26 – Cicchitto: “Illogico pensare a governo senza B.”
“Pensare, come fa oggi l’onorevole Casini, a un governo senza Berlusconi è un illogico politico. Tanto più che il 14 dicembre ha confermato e consolidato ampliandola la maggioranza uscita dalle urne del 2008. Pensare alla sostituzione del leader di un progetto e di un percorso consolidato e voluto dagli italiani è irrealizzabile. E’ certamente auspicabile il confronto nell’area moderata e riformista al di là dei confini della attuale maggioranza di governo, ma non si può prescindere da Berlusconi”. E’ quanto dichiara il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto.

Ore 13.31 – D’Alema: “Esecutivo costituente”. E apre alla Lega
“Credo si debba fare un governo che chiamerei ‘costituente’ in grado di affrontare alcune grandi questioni e alcune grandi riforme di cui si parla da tantissimi anni ma non si fanno mai”. A spiegarlo è stato Massimo D’Alema, intervistato su Radiodue a 28 minuti.  In questa prospettiva, l’ex premier ha aperto anche alla Lega. “La mia idea personale è che dovrebbe avere un consenso amplissimo”, ha spiegato, “in un paese normale in un momento come questa si realizza collaborazione anche tra forze normalmente contrapposte. Siccome il Pdl si sottrae a questo perché ritiene che Berlusconi sia intoccabile e condiziona tutto al suo permanere, credo che tutti gli altri dovrebbero collaborare”.  E il leader? gli è stato chiesto. “Credo che queste forze siano in grado di indicare un nome” e magari fuori dai partiti: “Sarebbe la scelta giusta in questo momento”, ha spiegato.

Ore 12.50 – Lettera cattolici del Pd, preoccupati per la deriva
Un gruppo di cattolici del Pd manifesta in una lettera aperta “ preoccupazione per la deriva che sta interessando in modo sempre più evidente la vita pubblica italiana”. Fra i firmatari del documento ci sono i parlamentari Emanuela Baio, Daniela Mazzuconi, Paolo Corsini, Luigi Bobba, l’europarlamentare Patrizia Toia e l’ex presidente delle Acli Giovanni Bianchi. “Un’intera generazione politica, e non facciamo differenze di schieramento – scrivono -, rischia di venire precipitata in un formalismo che accompagna alla proclamazione di valori e tradizioni che spesso vengono qualificati con l’impegnativo aggettivo di cristiani, una serie di comportamenti pratici che sconfinano nella categoria dell’a-moralità e pretendono di non diventare oggetto di giudizio in nome dell’assoluta intangibilità della sfera privata e della libertà, altrettanto assoluta, di scelta dell’individuo”.

Ore 12.47 – Quagliariello: “Non c’è alternativa a Berlusconi”
“I governi li determinano i cittadini con il voto, e non le operazioni mediatico-giudiziarie. Per questo, dire che non c’è alternativa a Berlusconi in questa legislatura non significa solo difendere una persona, ma un’idea di
democrazia che nessun terzo polo può revisionare”. Lo ha detto Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama.

Ore 12.37 – Romano (Pid): “Proposta Casini? Non c’è alternativa al governo in carica”
“Ma quanti voti di fiducia deve superare ancora Berlusconi per dimostrare che non c’è alternativa al suo governo? Del resto la proposta di Casini di oggi è esattamente quella di due mesi fa. Nel frattempo però c’è stato il 14 dicembre: non semplicemente un voto di fiducia, ma la nascita di una nuova maggioranza che oggi – anche se ha numeri stretti- è più coesa di quella di qualche mese fa, cosi come ha dimostrato la scorsa settimana il voto alla relazione sullo stato della giustizia”. Lo afferma Saverio Romano, coordinatore nazionale del Pid.”Per qualsiasi altro ragionamento – prosegue – che può e deve riguardare l’allargamento di questa maggioranza non può che partire da questi punti fermi: Berlusconi e la nuova maggioranza. Del resto anche Casini riconosce che c’è ormai una area di responsabilità, che questa rappresenta un fatto politico e che quest’area può essere ulteriormente partecipata”.

Ore 12.31 – Lehner (Pdl): “A re Silvio succederà principessa Marina”
“A Re Silvio, assiso al Quirinale,per il bene del Pdl e la disgrazia infinita di Fini, non potrà che succedere una donna preparata, intelligente e tosta come la principessa Marina Berlusconi”: lo afferma il deputato del PdL Giancarlo Lehner. “Premesso che Berlusconi è il premier liberamente eletto, nonché amato, amatissimo dagli italiani, e che soltanto un colpo di Stato militar-poliziesco potrebbe defenestrarlo, nella successione a Silvio, nel 2013 o nel 2016 (in caso di elezioni anticipate), io – spiega Lehner – non vedo né Tremonti, ministro eccelso, eppur del tutto privo di carisma, né Gianni Letta, persona stimabilissima, pure lui acarismatico financo ad Avezzano”. Di ‘prove di successione’ parla oggi il quotidiano La Repubblica.

Ore 12.04 – Gelmini: “No a Casini, nessun governo senza Berlusconi”
”La proposta di Casini è irricevibile. Non esiste un centrodestra senza la leadership di Berlusconi”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. “Non esiste – prosegue – se non nella mente di Casini, alcun esponente del Pdl che voglia considerare un governo senza Berlusconi premier. Nessuno può dimenticare che sono i cittadini a riconoscere in Berlusconi l’unica guida in grado di riformare questo Paese e a dimostrare, anche attraverso i recenti sondaggi, di non accettare le logiche di palazzo. Casini dovrebbe tenere maggiormente in considerazione la sensibilità del proprio elettorato, vicina a quella del centrodestra, che, sono sicura, non voterà mai per una coalizione di centrosinistra. La pacificazione invocata da Casini passa dalla convergenza sulle riforme da fare e non dall’invenzione a tavolino di geometrie politiche lontane dalla volontà degli elettori”.

Ore 12.01 – De Magistris: “Da Casini solo artifici, ma serve voto”
”Il governo è allo stallo, avvitato sui problemi giudiziari di Berlusconi, inabile a guidare il paese in una fase economica delicatissima, screditato sul piano internazionale, scaricato dal Vaticano e dalla stessa Confindustria. Siamo in un vicolo cieco dal quale si esce soltanto con un’operazione stile ‘tutti a casa’ (presidente del Consiglio e ministri), per arrivare quanto prima ad elezioni in modo che siano i cittadini, come democrazia richiede, a scegliere chi debba governarli”. Questa l’analisi di Luigi De Magistris, parlamentare europeo dell’Italia dei Valori. “La proposta di Casini – spiega De Magistris – non è praticabile, è un artificio di palazzo, è strategia prodotta in laboratorio e non certo politica viva radicata nella società. Il problema non è solo Berlusconi, ma tutto il suo entourage, il quale non è più degno della fiducia degli italiani, essendo espressione – conclude l’europarlamentare dipietrista – di un vero e proprio ‘sistema’ che da anni soffoca l’Italia”.

Ore 11.30 – Bondi: “Casini non ha capito gli elettori moderati”
”Quando l’on. Casini propone un governo con il Pdl ma senza Berlusconi rivela nella migliore delle ipotesi di non aver ancora ben compreso ciò che Berlusconi rappresenta nella vita politica italiana, ciò che pensano gli elettori moderati italiani e infine ciò che il Popolo della liberta è divenuto”, è il commento del ministro Sandro Bondi alla disponibilità del leader Udc a dar vita a un governo con il Pdl ma senza la guida di Silvio Berlusconi.

Ore 11.13 – Crosetto (Pdl): “Da Marcegaglia solo banalità”
”Capisco che per Emma Marcegaglia e per Confindustria il momento sia molto difficile, Marchionne ne ha certificato l’inutilità”. Così il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto ai microfoni di Radio Popolare ha commentato l’intervista della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ieri sera ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. “Marcegaglia dovrebbe dire cosa vuole e come vuole farlo. Dire – prosegue Crosetto – che in poche settimane si devono fare le riforme è un ritornello banale con cui lancia dei messaggi ai suoi associati per non perdere peso. Sa benissimo lei per prima che non esistono possibilità in questo momento di un governo che possa fare riforme radicali”. “C’è un progetto più ampio – conclude Crosetto – di un gruppo di cui Marcegaglia fa parte per cui l’importante è togliere di mezzo Berlusconi”.

Ore 11.09 – Rotondi: “Governo senza Berlusconi? Casini sogna”
”Casini progetta governi senza Berlusconi, ma in carica ce n’è uno con la maggioranza in Parlamento e ancor più vasta nei sondaggi. Se si diverte, sogni un governo senza Berlusconi”. Lo afferma il ministro dell’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi.

Ore 10.37 – Capezzone: “Il governo tecnico è un’illusione. O Berlusconi o elezioni”
“Chiunque si illuda di ritentare la strada del ribaltone, tessendo la tela di governi tecnici o tecnico-politici, sbaglia due volte”, assicura Daniele Capezzone. Il portavoce Pdl spiega così i motivi: “Primo, perché non riuscirà nell’impresa. Secondo, perché si tratterebbe di un’offesa alla democrazia. Gli elettori hanno scelto Silvio Berlusconi tre volte su tre: nel 2008 alle Politiche, nel 2009 alle Europee, e nel 2010 alle Regionali, con maggioranze via via crescenti. Dunque, o Berlusconi o elezioni, con Berlusconi, ovviamente. Tertium non datur”.

Ore 8.58 – Enrico Letta: “La Lega scelga tra federalismo e Berlusconi”
“La Lega deve scegliere tra il federalismo e Berlusconi, perché il Berlusconi di oggi trascina la Lega nella ridotta dei 314 asserragliati e tutto ciò non può portare all’approvazione del federalismo. Che invece ha bisogno di una larga condivisione politica e istituzionale”. Lo dice il vicesegretario del Pd Enrico Letta, intervistato dal Corriere della Sera. “Noi – prosegue – abbiamo finora tenuto un atteggiamento positivo al federalismo perché questa era apparsa come una legislatura che poteva avviare un clima costituente, così non è, e allora questo non è un ricatto, è una presa d’atto”. “Per quanto ci riguarda, se si andrà al voto, noi siamo disposti a riprendere il percorso del federalismo nella prossima legislatura, a partire dalle nostre tesi, non contro la Lega, ma anche con la Lega. Se invece le dimissioni da noi invocate di Berlusconi portassero a un governo di responsabilità nazionale noi sosterremmo questo governo a patto che il federalismo, equo e solidale, sia al centro del suo programma”.

Ore 8.33 – Casini: “Governo insieme a Pdl, ma senza Berlusconi”
Un governo con il Pdl ma senza Berlusconi. L’idea è di Pierferdinando Casini, leader dell’Udc che, intervistato da Marcello Sorgi su La Stampa, lancia un appello ai leader del partito perché “convincano il premier a fare un passo indietro”. Casini afferma che “se nasce un altro governo di centrodestra, in grado di allargare la maggioranza e portare la legislatura a compimento, i responsabili non sarebbero solo quelli che si sono costituiti in gruppo” e non esclude quindi una partecipazione: “Non è automatico – sottolinea – ma si potrebbe discuterne”. Un governo di centrodestra senza Berlusconi? “Dipende non solo da lui – aggiunge Casini – ma da tutto il Pdl. Dentro quel partito ci sono personalità autorevoli che potrebbero guidare un governo ‘senza’, ma non ‘contro’, Berlusconi, che potrebbe conservare il ruolo di leader del centrodestra e dedicarsi a chiarire la sua posizione personale. Al di là di quel che dicono tutti i giorni in tv, credo che nel Pdl siano in tanti a pensarla così. Sarebbe una via d’uscita ragionevole. Altrimenti non restano che le elezioni”. Parlando del caso Ruby, Casini ha detto che “Berlusconi non può credere di convincere l’opinione pubblica che sia una santa e che i magistrati che indagano su un caso di prostituzione minorile che lo coinvolge meritino addirittura una punizione. Ma per chi ci ha preso? A casa sua ciascuno fa quello che vuole, ma non possiamo permetterci un premier sotto ricatto, né è accettabile che si affanni a telefonare a funzionari di polizia per una minore”.

(ER)