Skip to content


Nessuno s’illuda: Berlusconi è in trappola ma stanarlo sarà un’impresa. I suoi appelli a resistere nell’ultima trincea ricordano il ridotto in Valtellina favoleggiato dal duce repubblichino in fuga. Colui che un dì si rivolgeva a piazze gremite e festanti ora trova ascolto solo in piccole platee sbadiglianti e geriatriche, come quella,ieri, dei Riformatori. Asserragliato nel bunker assiste alla cattura del fido campiere siculo (Cuffaro), che per giunta si fa incarcerare senza tante storie.

Mentre il più appassionato dei cantori (Bondi) sospinto a forza fuori dal ministero della Cultura sta per riporre la cetra. Più tutto crolla, più lui si barrica. Presentarsi ai pm di Milano che lo accusano di concussione e prostituzione minorile? Neanche per sogno. Dimettersi? Ma siamo matti. E intanto messo di fronte allo spettacolo del più incredibile bordello a cielo aperto dai tempi della suburra romana difende l’indifendibile grazie ai manganelli di gerarchi e gerarche degni anch’essi di un pasoliniano Salò Sodoma. Attenzione però: il premier più sputtanato del mondo conserva pressocché intatto arsenale e forziere.

La maggioranza parlamentare, pur risicata e integrata da indecenti pattuglie mercenarie è ancora di sua proprietà. L’informazione anche, se perfino il presidente della Rai Garimberti arriva a definire “fazioso” il tg minzoliniano. E non parliamo dei giornali di famiglia veri e propri corpi contundenti con cui pestare gli avversari. Plotoni di cavillosi avvocati cercano di inceppare la macchina processuale. Mentre testimoni chiave per la procura di Milano continuano a ricevere regolarmente la paghetta a botte di diecimila euro (come dimostrato dal “Fatto”) in modo da non farsi tornare la memoria. Se il Caimano mostra i denti fa sorridere il pigolìo di quanti nel Pd pensano di spaventarlo con la parola dimissioni. E di fronte a un paese con i problemi che sappiamo, sequestrato da un boss senza scupoli gli apprezzabili moniti delle più alte istituzioni servono davvero a poco. Per quanto questo scempio di democrazia potrà durare?