Silvio Berlusconi si deve dimettere. Lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, in un’intervista al Corriere Adriatico, rilasciata alla vigilia del primo congresso regionale di Futuro e Libertà delle Marche che si tiene domani ad Ancona, in coincidenza con la prima giornata dei lavori del Consiglio permanente della Cei, anch’esso in programma nel capoluogo marchigiano.

Lei, è la domanda del Corriere Adriatico a Fini, ha osservato un silenzio istituzionale sul Rubygate, ma gli esponenti di Fli in più occasioni hanno parlato di necessità di dimissioni del presidente del Consiglio. Cosa ne pensa? “Ovviamente – risponde il presidente della Camera – condivido le loro dichiarazioni”. Quanto ai rapporti fra potere politico e magistratura, Gianfranco Fini è convinto che “l’equilibrio fra poteri e funzioni dello Stato è l’essenza della democrazia. E ci deve essere sempre rispetto tra gli esponenti delle varie istituzioni. Il potere politico – osserva – non deve temere diminuzioni di autorità o di sovranità dalle inchieste dei giudici. Se esistono patologie nel sistema, queste patologie devono poter emergere alla luce del sole, nella fisiologia e nella normalità dei rapporti istituzionali. Ad avvantaggiarsene sarebbe innanzitutto la qualità della vita democratica”.

In un altro passaggio dell’intervista Fini denuncia “la concezione patrimoniale e para-feudale della politica” che a suo avviso anima il Pdl, dove la discussione interna è stata “brutalmente soffocata”. “Il vero tradimento – conclude – è promettere riforme e persino ‘rivoluzionì per poi attuare la politica del giorno per giorno, e del basso profilo riformatore”.

Immediata la reazione del Pdl: “E’ Fini che deve dimettersi”, ripetono in coro i colonnelli del presidente del Consiglio. A cominciare dal capogruppo Fabrizio Cicchitto, che dice: “Avendo chiesto le dimissioni di Berlusconi dimostra di non essere affatto super partes e di conseguenza deve essere lui a dimettersi da presidente della Camera e a condurre a viso aperto la sua battaglia politica senza godere di una posizione istituzionale che di per sè invece lo pone al di sopra delle parti”.

Ironica, invece la reazione di Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg2. Colpo di stato della magistratura? No, “quello di Berlusconi e’ un autogolpe, basta con l’alterazione della realtà. Si è lamentato di un colpo di Stato di Fini ma è stato lui a cacciarlo dal Pdl, cerchiamo di non falsificare le cose”.