Allo sdegno da tastiera preferisco da sempre le iniziative in campo aperto. E’ lì che si misura la motivazione delle persone, la volontà di mettersi in gioco e metterci la faccia. Ecco perché, mentre gli opinionisti professionali e amatoriali, su tutte le bacheche dello Stato libero di Berlusconistan, commentano l’ennesima, squallida puntata del Bunga Bunga, preferisco dare due appuntamenti pubblici, messi in campo insieme ad alcuni amici del gruppo Qui Milano Libera. Temi diversi, ma con un filo che li lega. La scelta di contribuire a fissare un limite all’irresponsabilità del potere: quel limite, fatto di principi morali e regole costituzionali, che stabilisce la differenza fra governo e comando.

Invito chi legge, in particolare da Milano e dintorni, a partecipare attivamente a queste due iniziative.

Via Craxi

Domani sabato 22 gennaio onorano Bettino Craxi con una via, a Lissone, in provincia di Monza e Brianza. Annunciata la presenza dell’on. Stefania Craxi, dolcissima sottosegretaria agli Esteri per chiara fama, e di Stefano Pillitteri, esponente di primo piano del Pdl di Milano, nonché figlio del cognato. Con un gruppo di amici si pensava di andare – non invitati – a rappresentare l’altra Italia: quella che non è mai invitata alle cerimonie di riprogrammazione della memoria collettiva e di celebrazione dell’impunità dei criminali vip di ieri e di oggi. Perché, di questo, su un piano simbolico, si tratta. L’appuntamento è alle ore 10. In centro, vicino piazza Libertà. Con garbo, senza alzare i toni, per non far dispiacere il buon de Bortoli e compagnia, ricorderemo la parte di verità negata: Craxi fu un politico condannato in regolari processi per corruzione e altri reati, fuggito in Tunisia, dove rimase latitante, protetto dal dittatore Ben Alì, anch’egli oggi costretto a scappare a furor di popolo. Parce sepultis, d’accordo. Ma rispetto anche per la verità. Non si onorano i latitanti. Proprio come non si fanno leggi per evitare i processi. E’ l’ABC, ma ci tocca ripassarlo. Chi dedica targhe votive ai corrotti e difende a oltranza gli imputati in fuga, come le truppe berluscoleghiste di oggi, almeno non pretenda il nostro silenzio.

Nel Paese dei Moratti

Venerdì 28 gennaio abbiamo fissato la presentazione del libro “Nel Paese dei Moratti” di Giorgio Meletti, edizioni Chiarelettere.

Saranno presenti: l’autore, il consigliere comunale di Milano Basilio Rizzo (Lista Fo), e Massimiliano Mazzotta, autore del documentario “Oil”, incentrato sull’impatto ambientale della Saras.

L’incontro giunge dopo le polemiche suscitate da un’iniziativa dei fratelli Moratti i quali, il 13 dicembre 2010, hanno diffuso un comunicato stampa con il quale si ventilavano iniziative giudiziarie per i media che avessero dato spazio al libro di Meletti, ritenuto diffamatorio. Ne abbiamo letto ampiamente anche su questo sito.

Senza entrare nel merito delle ragioni, peraltro a noi ignote, che hanno portato i fratelli Moratti a ritenere diffamatorio quel libro (come pure il documentario di Mazzotta), e ad avviare iniziative giudiziarie a difesa della propria reputazione, abbiamo deciso di organizzare l’iniziativa per favorire un momento di informazione e approfondimento, ma anche per reagire nei confronti di questa come di ogni altra forma di censura o intimidazione preventiva dell’informazione e del dissenso. Non è un’iniziativa contro i Moratti. Infatti li abbiamo invitati a partecipare alla presentazione del libro, personalmente o attraverso un proprio rappresentante, per discutere ed eventualmente confutare, dati alla mano, le notizie e le tesi pubblicate da Giorgio Meletti. Si vuole in tal modo favorire un’occasione di confronto diretto e civile sui contenuti.

Fatto salvo il diritto di tutela della propria onorabilità, di cui è titolare ogni cittadino, quando sono in gioco responsabilità pubbliche e problemi di notevole rilevanza sociale, in democrazia non devono esistere santuari di potere esenti dalla critica. E il dibattito pubblico non può essere delegato agli avvocati. Tanto più quando chi querela senza rispondere nel merito alle critiche o ventila preventive iniziative giudiziarie, dispone di tutti i mezzi necessari per confutare le opposte tesi con ampia visibilità attraverso i media e nei tradizionali luoghi del dibattito.

L’appuntamento è in via Tenca 7, presso lo spazio Melampo, dalle ore 20,45. A Milano.