Non è tanto per questo trionfo di tette, culi, papi girls, aspiranti fidanzate, dame di cuori o ragazze che hanno già fatto la gavetta, come quell’Evelina Manna che rivendica la sua storia “forte e pulita” con Silvio premier, per via della “nannina a seggiolina” con lui che mastica Iodasan perché “le donne le rispetta” (nel senso che non intende atterrarle con un fiotto di alito pesante). No, non è questo, a frastornarmi, ma piccoli dettagli, battute di personaggi minori, gente normale, soltanto per caso coinvolta in questa epopea nazionale della “figa”.

Prendi il signor Pascale , ci sfugge il nome di battesimo ma è padre della più nota Francesca, consigliere comunale di Napoli, una che nel 2006 -prima di essere eletta per aver fondato il comitato ‘Silvio ci manchi’- dichiarava: “Berlusconi è uno che con le donne ci sa fare, è bello, ricco, intelligente…solo un po’ calvo”. Eccolo il piccolo difetto, la calvizie, per fortuna l’estate successiva girava con la bandana.

Francesca Pascale è data in pole position tra le 683 fidanzate ufficiali in lista per salvare Silvio. Ed è per questo che il fortunato padre, interpellato per telefono, non conferma né smentisce ma si abbandona a un sospiroso: “Magari”. Ma come ‘magari’, signor Pascale? Sua figlia ha soltanto 26 anni, la faccia da bambina, si accontenti che sia diventata consigliere comunale (grazie alla la madre che dopo un comizio infilò in tasca a Berlusconi curriculum e foto della ragazza, più che il curriculum valse la foto).

Pascale ricorda un po la vicepreside della Scuola per il turiamo, frequentata da Noemi Letizia, la “pupilla”. “Beata lei” esultò questa austera educatrice….Di fronte alle telecamere, improvvisamente uscita di controllo sembrò inorgoglita dall’avere tra le allieve la favorita di Berlusconi, che arrivava la mattina accompagnata da berlina scura ed autista. L’unico rimòpianto è non ave mai avuto un fisico come il suo

E mettiamoci pure il padre di Ruby, un poveraccio di venditore ambulante marocchino, che si aggira per il catanese, finora rimasto dignitosamente ai margini della scena. Scopriamo che in realtà è in contatto con la figlia, fuggita di casa a 14 anni, l’ aveva data per persa e felicemente la ritrova grazie alle cronache nazionali in veste di “première dame”. Questo lo inorgoglisce e alla figlia perdonata dà consigli sulla trattativa ingaggiata dalla minorenne di Arcore che gli chiede: cinque milioni sono tanti o pochi in cambio del “macchiamento” del mio nome?

Tanto per cambiare argomento, ma restando sul tema, segnalo che i cittadini di Fiuggi da giorni sono in grande agitazione. Gira voce che Gheddafi intenda comprare gli stabilimenti che hanno reso famosa la cittadina ciociara per gli straordinari effetti salvifici delle sue acque. Pensate che siano preoccupati per l’ingerenza del leader libico nell’economia locale? Niente affatto, temono soltanto che ci ripensi. “C’è bisogno di forti investimenti per rilanciare l’economia locale”, proclama un amministratore locale. Evviva, siamo tutti in vendita! Ma quale decoro, quale virtù, quale difesa dell’economia nazionale. Qui si bada solo alla sopravvivenza