Festini con ragazze, anche minorenni. Le carte aiutano a disegnare lo scenario. La cui gravità si compone definitivamente con la vicenda della famosa notte passata da Ruby alla questura di Milano. Da qui parte tutta la storia che oggi, secondo i pm, inguaia Silvio Berlusconi: favoreggiamento alla prostituzione minorile, ma soprattutto, ed è questo il reato più grave, concussione. Fino a ieri l’ipotesi vagava tra le indiscrezioni sulle carte dell’inchiesta. Oggi sappiamo che così fu nei fatti. E i fatti, supportati dalle intercettazioni, raccontano che il pm della procura dei Minori Annamaria Fiorillo chiese se Ruby fosse minorenne , dopodiché diede disposizioni irrevocabili: trovarle una comunità e se questo non fosse stato possibile trattenerla per la notte negli uffici di via Fatebenefratelli.

A questo punto il caso chiarito si porta dietro un grosso quesito: perché il ministro dell’Interno Bobo Maroni il 9 novembre, riferendo in parlamento, smentì completamente la versione della Fiorillo? Perché disse: “Il personale ha applicato con assoluta certezza tutte le procedure di legge”? Perché la procura di Milano valuta come semplici vittime i funzionari della questura? Sulla vicenda poi pesa il ricorso della Fiorillo al Csm. Ricorso archiviato dagli alti giudici alla velocità della luce. In sostanza, la Fiorillo lamentava discrepanze tra i fatti avvenuti e la ricostruzione del capo del Viminale. Teorema puntualmente dimostrato dalle registrazioni delle telefonate giunte al 113.

La storia inizia nel pomeriggio del 27 maggio 2010. E’ quasi l’ora del tramonto e Ruby Rubacuori si trova all’interno di un centro abbronzatura in corso Buenos Aires. In quel momento la vede Katia Pasquino. La ragazza si ricorda bene di quella giovane marocchina: qualche sera prima l’aveva ospitata nel suo appartamento. C’erano altre amiche. Solo che al risveglio Ruby era scomparsa portandosi via 3mila euro e molti gioielli. Ecco, allora, che Katia alza il telefono e denuncia la ladra. Pochi minuti e arriva la volante Monforte bis. Le cose cambiano. Perché ora, rispetto all’ottobre scorso (periodo in cui esplode lo scandalo), ci sono le registrazioni.

L’agente avverte la Fiorillo: una lite tra tre ragazze e l’accompagnamento di una minore. “Dobbiamo sistemare la ragazza”, dice la Fiorillo. Che poi precisa in maniera irrevocabile: “La metta in comunità sperando che sia aperta, che l’accolga, se non dovesse accoglierla, l’autorizzo a trattenerla fino a  domani mattina, finché il pronto intervento non si metterà in moto per trovarle un posto”.