Fino a ieri sembrava che gli avvocati del premier Longo e Ghedini ne fossero certi: sollevare l’incompatibilità della procura di Milano sui reati per cui il premier è indagato e chiedere l’invio del fascicolo per competenza al Tribunale dei ministri. Ma davvero questa è la scelta migliore per Berlusconi? Il dubbio se l’è fatto venire il presidente della giunta per le autorizzazioni della Camera, Pierluigi Castagnetti, commentando le 389 pagine di faldone che  la procura di Milano ha allegato alla richiesta di perquisire gli uffici del tesoriere di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli. “Bisogna riflettere su cosa comporta la restituzione per incompetenza”, ha sottolineato Castagnetti, mandando al premier un messaggio neanche troppo velato: “Politicamente si tratta di una fattispecie da valutare e non sono sicuro che lo faranno”. Il nodo, ha spiegato, è l’ampiezza della maggioranza su cui può contare il presidente del Consiglio. “Se gli atti dovessero tornare al tribunale, servirebbe una maggioranza di 316 voti”, ha ricordato. Per Berlusconi, in sostanza, il problema non sarebbe più solo giudiziario, ma di sopravvivenza politica. E il premier si troverebbe a fronteggiare una specie di voto di fiducia, non basato sui cinque punti del programma di governo, ma sull’accusa di prostituzione minorile e concussione.

Intanto è stato fissato il calendario per la richiesta della Procura che sarà discussa dalla giunta mercoledì, relatore il vicepresidente della Camera, Antonio Leone, del Pdl. Castagnetti prevede però che sarà necessaria più di una seduta, dal momento che sono state realizzate ancora poche copie del fascicolo e si dovrà dare tempo a tutti e 21 i componenti della commissione di esaminare le carte.

“Le 389 pagine contengono le ragioni per cui ieri Berlusconi ha fatto quelle dichiarazioni, evidentemente dispone di quelle carte”, ha spiegato Castagnetti. Castagnetti non ha voluto rivelare nulla del contenuto: “Per varie ragioni sono fermo a pagina 80 e non è ancora successo niente che non sia sui giornali”, ha spiegato. Alla domanda se si sia sentito a disagio a leggere i documenti, Castagnetti ha però glissato. Per il momento il fascicolo è a disposizione solo dei componenti della giunta. “Spetterà al presidente della Camera decidere se anche gli altri deputati potranno leggere le carte” nel momento in cui la richiesta arriverà in aula, ha precisato il presidente della giunta.