Salvate il soldato Bondi! Subito dopo la sentenza della Corte costituzionale il ministro della real casa ha immediatamente dato sfogo a quelli che erano i pensieri più autentici del presidente del Consiglio: “La sentenza è un atto di sovversione, un tentativo di colpire la democrazia, adesso vogliono fare le leggi…”. Inutile stargli a spiegare che il compito della Corte, nelle democrazie liberali, è proprio quello di verificare la rispondenza alla Costituzione, inutile persino spiegargli che hanno votato a favore della decisione persino giudici di dichiarata appartenenza alla destra, tutto inutile perché il soldato Bondi aveva il solo compito di fare la faccia feroce, di recuperare qualche punto nell’indice di fedeltà al capo.

Per altro il solerte ministro si era limitato a ripetere le stesse cose che Berlusconi aveva detto nelle scorse settimane e che aveva ripetuto ieri ai suoi collaboratori.

Purtroppo per Bondi, subito dopo le sue esternazioni, hanno preso il sopravvento gli avvocati che hanno consigliato al presidente di far buon viso a cattivo gioco, di fingere ossequio nei confronti della sentenza, di spostare l’attacco verso i giudici, di non precipitare la situazione verso le elezioni immediate.

Sono stati proprio i sondaggi che non solo non lo vedono volare, ma addirittura lo consegnano mani e piedi ad una Lega sempre più capricciosa e volubile, a consigliare prudenza allo scatenato presidente del Consiglio.

Così il povero Bondi si è ritrovato, ironia della sorte, come quei vecchi comunisti che, a metà dell’opera, si vedevano raggiunti dal “contrordine compagni” ed erano costretti a penose e poco onorevoli ritirate.

Bondi, uomo tutto d’un pezzo, potrebbe compiere un gesto di ribellione e stupirci tutti con effetti speciali rassegnando immediatamente le sue dimissioni e chiedendo scusa agli italiani perché dopo aver assistito al crollo delle ville di Pompei, ora avrebbe voluto provocare il crollo della Corte costituzionale e della Costituzione medesima, francamente ci sembra davvero eccessivo, persino nell’Italia di santa Ruby e del beato Vittorio Mangano.