”Non vedo l’ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde”. Berlusconi commenta l’inchiesta della procura di Milano che lo vede indagato per prostituzione minorile e concussione con un audio-messaggio ai Promotori della libertà. ”Se volessi prendere sul serio un’iniziativa che seria in realtà non è, direi che si è superato ogni limite e che alcuni magistrati che non potrebbero neppure indagare per ragioni di competenza funzionale e territoriale stanno tentando di sovvertire le regole fondamentali della democrazia”.

Il presidente del Consiglio parla anche dei processi ancora in corso in cui è coinvolto: “Sono tutti processi grotteschi, ridicoli, inventati da parte dei Pm di sinistra, processi che proprio per questo non mi preoccupano affatto. Certo, senza il legittimo impedimento dovrò sottrarre del tempo all’attività di governo, ma questo ai giudici di sinistra non dispiace di certo”. Riguardo la parziale bocciatura della norma da parte della Consulta, il premier aggiunge: “L’ultimo episodio, la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, è stato usato ancora una volta dai nostri avversari per attaccarci in modo scomposto. In realtà è una sentenza che nonostante molti aspetti discutibili, conferma la validità dell’impianto della legge, pur rendendone più difficile l’applicazione. Ma soprattutto non mi preoccupa perché nulla ho da temere da processi francamente assurdi nel merito. Così assurdi da essere incredibile il fatto che molti magistrati abbiamo dedicato e dedichino tanto tempo e tante risorse a vicende francamente ridicole”. Il premier sottolinea poi: “Non vedo l’ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde. Ma non credo, e per questo la nostra maggioranza aveva voluto quella legge, non credo che serva al paese una continua guerra fra la politica e una parte della magistratura”.

Berlusconi continua attaccando i magistrati e la sinistra: ”Sono gli stessi numeri a denunciare la persecuzione politico-giudiziaria a cui sono stato e sono sottoposto con l’evidente finalità di farmi fuori, essendo io considerato, da parte della sinistra e dei suoi giudici, un ostacolo insuperabile e quindi da eliminare con ogni mezzo per il raggiungimento del potere”. Per il presidente di Consiglio è necessario ”intervenire con urgenza per evitare che certi magistrati possano impunemente violare la privacy dei cittadini comprimendo la loro libertà”. Secondo il premier la persecuzione “si è articolata su 105 indagini e in 28 processi, il record assoluto credo di tutta la storia dell’uomo in qualunque paese del mondo. Questi processi hanno impegnato i miei difensori in 2.560 udienze, con più di 1.000 magistrati intervenuti con un costo, per me, di oltre 300 milioni di euro in avvocati e consulenti e credo con un costo di pari importo per lo Stato e quindi per i contribuenti”. I 28 processi, ricorda il Premier, hanno dato luogo a 10 assoluzioni, 13 archiviazioni e sono 5 i processi ancora in corso.

Nell’audio-messaggio sul sito dei Promotori della libertà, il presidente del Consiglio ha negato che il caso Ruby e la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimentimo avranno conseguenze sull’attività di governo: ”La nostra maggioranza è sempre forte, ripeto, è forte nei numeri, è forte di un consenso popolare che non è mai venuto meno, è forte di un alleato affidabile come la Lega e dei 2 nuovi gruppi di responsabilità nazionale” che si stanno formando in Parlamento, alla Camera e al Senato”.