Mentre nel programma Kalispera di Signorini su Canale 5 il Cavaliere attacca i comunisti di cachemire, prendendone a simbolo Massimo D’Alema, il suo mai troppo lodato amico Aleksandr Lukashenko, “democratico” presidente della Bielorussia, vede confermate e rafforzate le sanzioni dell’Unione europea. Sarà, fra l’altro, ripristinato per Lukashenko il divieto d’ingresso nei paesi dell’Unione.
Addio alle vacanze romane con l’amico Silvio.

Comunisti del ca…chemire
“Comunisti del ca…chemire? Per favore,
se vuol lanciar sui rossi un anatema,
deve aver come minimo il pudore
di non prendere a simbolo D’Alema!

Intanto perché è tutto men che rosso.
E poi…che n’è della riconoscenza?
Per quando, da compassione mosso,
le ridette una tragica potenza
con l’astuzia della Bicamerale.

Per quando per la Mediaset si spese,
col dir che il suo congegno elettorale
era un gran patrimonio del paese,
dando il via al conflitto d’interessi.

Per quando cacciò Prodi dal potere.
Per quando, senza dubbi né complessi,
mandò in Kossovo qualche bombardiere.

Di certo, se il modello è Lukashenko,
del qual lei spesso fa l’apologia,
appare quanto meno un po’ sbilenco
il suo concetto di democrazia.

Le elezion vinse con facilità,
ma purtroppo per l’Ocse le ha truccate…

Per governare nell’eternità
ha la Costituzion presa a legnate
a suon d’emendamenti su misura.

Eliminò alleati e oppositori
del Keghebé affidandoli alla cura,
i giornal dissidenti fece fuori
e la pena di morte ancora esiste.

Potremmo sghignazzare, Presidente,
sulle sue furie anticomuniste
se Lukashenko non venisse in mente”.