Il 24 maggio scorso ho scritto la prima lettera aperta al sindaco di Garbagnate Milanese, Leonardo Marone. Contestavo il fatto che non trovava tempo per ricevere un’associazione antiracket. Con lui avrei voluto discutere sulle strategie da intraprendere insieme per monitorare il fenomeno del racket e dell’usura su questo territorio, contando sulla sua sensibilità, sul desiderio comune di contrastare la pesante infiltrazione da parte della criminalità organizzata in tutta la Lombardia ma soprattutto nell’hinterland milanese.

Dopo mesi di inutile attesa durante un burrascoso consiglio comunale, Marone ha dichiarato quanto segue: “L’amministrazione di Garbagnate si rapporta già con associazioni serie”. Come se le associazioni antiracket, come la mia, non lo fossero. Solo pochi giorni dopo una operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Milano, faceva emergere un controllo pressoché totale della ‘ndrangheta sugli imprenditori dell’hinterland. Furono arrestate, tra la Calabria e la Lombardia, oltre 300 persone, che attraverso usura, estorsione e il controllo capillare del “movimento terra”, avevano consolidato il proprio dominio.

Alla luce della incredibile nomina di Pietrogino Pezzano a Direttore Generale della più grande ASL Italiana, vorrei chiederLe se le è sembrata una scelta opportuna. Lo chiedo a lei, Signor Sindaco, in quanto presiede la Conferenza dei Sindaci, l’organismo composto dai sindaci dell’ambito territoriale dell’ASL e che ha voce in capitolo nelle scelte dei dirigenti. A lei che ha approvato politicamente la nomina  di un uomo fotografato e intercettato con personaggi legati alla ‘ndrangheta.

E’ singolare, inoltre, che il suo vicesindaco, l’ uomo della Lega, Davide Barletta, in un momento in cui risuonano ancora le parole di Roberto Saviano (” La ‘ndrangheta in Lombardia interloquisce con la Lega Nord”), non abbia contestato per opportunità e buon senso questa nomina da Lei avvallata. Altrettanto stravagante è che il Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni (che ha querelato il consigliere Regionale dell’Italia dei Valori Giulio Cavalli per aver letto alcune intercettazioni), non abbia trovato quantomeno singolare la nomina di Pezzano.

Perché il Sig. vicesindaco Barletta non segue l’esempio del sindaco di Vanzago, Roberto Nava? Colui che con grande senso di  responsabilità politica e coraggio ha annunciato le sue dimissioni dal Consiglio dei Sindaci perché preoccupato e sconcertato da questa incredibile nomina? Perché, uomini della Lega nord non vi indignate adesso? La Sua scelta, a mio modo di vedere, è un esempio di malapolitica. Sicuramente dettata da ordini di scuderia, da forti pressioni ricevute, dal fatto che non poteva rifiutarsi. Chissà se il vicesindaco Davide Barletta ne ha parlato con il presidente Boni di questa nomina, se anche lui fosse in sintonia con questa scellerata scelta, che avrà il merito di gettare sempre più ombre sulla “promozione”  di Pietrogino Pezzano.

Pensavo che Lei dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per abuso di potere da parte della procura di Milano, per senso di responsabilità, si sarebbe dimesso dando un buon esempio. Ma mi illudevo. In fondo si sa, noi poveri sognatori, abbiamo un’altra visione della politica. Pensiamo sempre che ogni azione di un eletto dal popolo debba essere condivisa con esso. Sarebbe bello, ma so che Lei non lo farà. Allora le chiedo: sulla nomina di Pezzano perché non chiede il parere ai suoi cittadini, magari attraverso una raccolta di firme?