La notizia riferita dai giornali è tanto assurda quanto simbolica: sul Grande raccordo anulare di Roma, una Fiat 600 avrebbe ostacolato il passo a una Ferrari. Il conducente del bolide, dopo un “inseguimento”, avrebbe bloccato l’utilitaria e, insieme a un amico, avrebbe picchiato il conducente “avversario”. Entrambi i violenti sono stati arrestati. Curiosità: la Ferrari era in affitto.

Ignoro quale possa essere il motivo per noleggiare una Ferrari. Tutti quelli che mi vengono in mente sono insensati, almeno quanto lo è un pestaggio per un motivo tanto assurdo. Anche ammesso che la 600 non si sia tolta dalla corsia di sorpasso con la solerzia pretesa, quanto mai avrà dovuto attendere una Ferrari per sorpassare una piccola Fiat? E poi, cosa sarà accaduto di tanto grave per scatenare la violenza? Ma soprattutto: cosa ci avrà trovato di tanto soddisfacente il “ferrarista” in un inseguimento così sproporzionato?

Il presidente Napolitano, nel suo buon messaggio al Paese del 31 dicembre, ha dimenticato anche quest’anno di invitare tutti alla sobrietà, a comportamenti più austeri e dignitosi, conseguenza di un vivere diverso, meno consumistico, più equilibrato. Ancora una volta, come ogni giorno, i rappresentanti politici non ritengono di individuare nella corsa al denaro e al consumo la causa di gran parte del malessere diffuso. Siamo in crisi, pare, ma abbiamo speso 3,7 miliardi di euro per i festeggiamenti natalizi (solo il 9% in meno dello scorso anno), gettando via 1 miliardo di euro di cibo (Tg1 del 1 gennaio). Dunque, cascasse il mondo, si compra per sentirsi vivi, giacché consumare, nella nostra epoca, è sinonimo di respirare.

Peccato, presidente, mi sarei atteso un capitolo su questo, nel suo discorso. Anche il “pilota” della Ferrari, chissà, ne avrebbe tratto giovamento. Per età anagrafica, il presidente della Repubblica dovrebbe ricordare cos’era la dittatura, la mancanza di libertà, e qualche consigliere dovrebbe suggerirgli che oggi il dittatore si chiama capitalismo, consumismo, materialismo, e che c’è ancora grande bisogno di resistenza.

Iniziamo l’anno nuovo con un immutato bisogno di armonia, con una sempre più urgente necessità di rallentare il ritmo, scalare marcia, che sia da una Ferrari o da una bicicletta, ma che sia presto, perché la vita vola via, la politica dimentica di invitarci a viverla con meno sprechi, meno lavoro e meno schiavitù, e noi, che dovremmo essere i primi a dedicarci al cambiamento, siamo già pronti a riprendere il ritmo forsennato che avevamo fino a qualche giorno fa. Se costasse poco, sarebbero tanti ad affittare una Ferrari. Per correre veloci, forse, per fare scena. O per pestare chi va piano.