Ai sardi in genere.

Alla fine con queste botte ai pastori e insulti e umiliazioni, raccogliete il seminato. Vi siete esibiti come poveri questuanti alle ultimissime elezioniregionali, quasi tutti in fila davanti al sommo Cavaliere che vi diceva: se voterete il mio candidato sarete vicini al mio cuore & portafoglio. Avrete il G8 alla Maddalena. E investimenti per la chimica. E soldi per questa bella terra che sapete quanto amo, e le vostre preziose giovinezze, e il vostro vescovo che sempre mi rende omaggio.

Gli avete creduto. Disponendovi mansueti, con il palmo della mano teso ad aspettare gli spiccioli chesarebbe caduti, provando la segreta frenesia di esservi fatti furbi come questi continentali milanesi che arrivano dietro al Capo, irradiando luccicanze televisive e planimetrie. Poveri voi. Convinti che quell’altro candidato, Renato Soru, con la sua camicia abbottonata fino in cima e la magrezza e il parlar sardo, macinasse solo invidia quando vi diceva: attenti, Berlusconi concepisce solo sudditi e per voi neanche quello, ma camerieri delle sue vacanze. E muratori per le seconde e terze case. E intagliatori nel legno di pastori, ma resi innocui come pecore.