“La Santa Sede approva l’impegno della comunità internazionale contro il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo”. È quanto si legge nel motu proprio di Benedetto XVI con il quale il Vaticano promuove la normativa per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario. La legge in questione è la numero 127 con la quale anche il Vaticano si allineerà agli standard europei nella lotta contro il riciclaggio di capitali. Il provvedimento prevede anche l’istituzione dell’Autorità d’informazione finanziaria il cui compito sarà quello di vigilare su tutte le istituzioni economiche della Santa Sede e sarà interlocutore per quegli organismi internazionali che si occupano di trasparenza finanziaria. Infine è stata promulgata la legge “concernente la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo”. La normativa prevede anche delle pene severe per le persone sorprese a violare la legge: fino a dodici anni per riciclaggio di capitalie e quindici per reati collegati al terrorismo.

Con queste mosse le gerarchie vaticane puntano a far inserire la Santa Sede nella white list dell’Osce (Organizzazione perla cooperazione e lo sviluppo economico).

“La pace purtroppo, ai nostri tempi in una società sempre più globalizzata – si legge nella nota del Pontefice – è minacciata da diverse cause, fra le quali quella di un uso improprio del mercato e dell’economia e quella, terribile e distruttrice, della violenza che il terrorismo perpetra, causando morte, sofferenze, odio e instabilità sociale”.