Massimo M. è in pieno attivismo. È finalmente tornato a cacciare un allenatore a stagione in corso come non gli succedeva da anni, e dopo aver sistemato in bacheca il trofeo di campione del mondo per club si è messo in testa di ribaltare contro i cugini milanisti la sfida che quelli gli hanno lanciato da anni: andare a caccia di ex dell’altra metà di Milano. Ha iniziato ingaggiando per la panchina Leonardo, ex giocatore rossonero nonché allenatore milanista della scorsa stagione; esperienza, quest’ultima, cui la stampa ha dato lustro ben al di là degli effettivi meriti, ma questo è altro discorso. La prossima mossa sarà l’ingaggio di Kakà, che tornerebbe spremuto dalla Spagna dopo un’esperienza insignificante al Real Madrid. Ma il colpo più ardito sarebbe l’ingaggio di Paolo Maldini, bandiera milanista che non ha trovato collocazione post-carriera nel suo club e andrebbe all’Inter con ruolo tutto da definire. Ciò che conta è fare uno scorno ai cugini.

Dunque è nel segno dell’anti-milanismo che Massimo M. sta provando un rilancio nella prima stagione un po’ così dopo cinque anni di trionfi. Il presidente, però, farebbe bene a porsi qualche interrogativo prima di partire al contrattacco dei rossoneri. Per esempio, dovrebbe interrogarsi sul motivo per cui così in tanti se ne vanno dall’Inter senza alcun rimpianto, e per di più dopo essere stati spesso coccolati e strapagati. Un caso su tutti, quello di Ronaldo. Che in nerazzurro ha trascorso cinque anni della sua carriera cruciali nel bene e nel male. Il brasiliano fece di tutto per andarsene al Real Madrid sbattendo la porta. E dopo cinque anni in maglia merengue tornò a Milano, sponda rossonera, per disputare una stagione secondaria della sua carriera. Ebbene, l’ex Fenomeno continua a ricordare con grande affetto l’unica stagione milanista da quasi-ex calciatore anziché le cinque in nerazzurro da leader del calcio mondiale. Purtroppo per il presidente nerazzurro, l’esempio di Ronaldo non è isolato.

Forse, prima ancora che andare a caccia di ex milanisti, il signor Massimo M. farebbe bene a far sentire più interisti quelli che già ha alle sue dipendenze. Altrimenti continui pure a intonare la tiritera delle ingratitudini, e a recitare quel personaggio da romantico del calcio al quale ormai non crede più nessuno.