Si sta spegnendo il 2010, l’anno delle illusioni, all’insegna dell’indifferenza. L’anno che avrebbe dovuto decretare la fine di B. e del suo governo, uno dei più distanti dai cittadini dal dopoguerra a oggi. Grazie a Fini che non ne ha azzeccata una su tempi e modi dello strappo. Grazie al qualunquista Casini (un voto a favore e uno contro), le cui decisioni sono dettate dalla convinzione di rappresentare il dopo B. Grazie al centrosinistra, il cui leader è sempre più protagonista di Chi l’ha visto? Grazie all’Italia dei Valori (nonostante Di Pietro, l’anti B. per eccellenza), che ha consentito al Cavaliere di superare l’ostacolo di una possibile sfiducia alla Camera, con il passaggio di due parlamentari nelle file della maggioranza. Grazie ancora all’Idv che invece di fare chiarezza al proprio interno, mette alla gogna Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli (imitando i vecchi partiti del Pci e della Dc), colpevoli di aver posto la questione morale sulla scelta delle candidature.

Il 2010 doveva decretare la fine (almeno nella credibilità) dei tg nazional popolari, diventati macchine di bugie, manipolatrici dei fatti in mano a B. Nonostante il successo del Tg La7 diretto da Enrico Mentana, continuano a essere la fonte principale di informazione degli italiani (68%). Anche chi guarda la tv ha responsabilità: è sufficiente una trasmissione di approfondimento per spostare l’attenzione dai problemi reali del Paese ai drammi privati (Cogne, Erba, Garlasco, Avetrana o Brembate).

Ogni anno che passa la strage delle illusioni si accentua sempre più, direttamente proporzionale alla mancata risoluzione dei problemi. Una società, che vede oltraggiati valori, morale e virtù, etica, bene comune, rispetto per gli altri, continua a tollerare di essere controllata da un signore che è contemporaneamente presidente del Consiglio e proprietario del più grande impero mediatico, che definisce i giudici indecenti se si permettono di bocciare le sue leggi ad personam. Una società sempre più indifferente all’allarme lanciato nelle piazze da studenti, associazioni, metalmeccanici, aquilani, cittadini della provincia di Napoli costretti a passare il Natale con 15mila tonnellate di immondizia sotto casa. Una società che risponde: “Lo si sapeva già”, alla denuncia mondiale di Robin Hood Assange che ha messo a nudo il potere. Una società immune al tam tam della Rete che quotidianamente dissotterra la verità sui fatti. La realtà è cinica, ci sbatte in faccia l’assuefazione. Ha ragione don Andrea Gallo quando definisce l’indifferenza come l’ottavo vizio capitale. L’interesse è vivo solo se finalizzato al bene del singolo.

Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2010