…al borsino delle parti di corpo rubate.

Come italiano, non sai bene se sentirti orgoglioso, perché il cervello del tuo campione batte d’un’incollatura, sul traguardo dei furti macabri, il pene di Napoleone; o depresso, perché viene dietro il teschio di Geronimo e il cuore di Anna Bolena. Ma, se ci pensi, ti prende l’ansia: come sarà mai venuto in mente a Time di pubblicare, la vigilia di Natale, la classifica (invero tetra) dei furti più famosi di reperti umani –sì, avete proprio capito bene: furti di parti del corpo d’una persona – roba da Halloween, più che da Notte Santa. A meno che il legame non sia proprio Santa Claus, che è sì San Nicola, quello di Bari, ma è pure Babbo Natale, le cui ossa rubate stanno al secondo posto nell’orrio elenco – già che c’erano, i colleghi di Time potevano metterle al primo, al posto di quelle 16 teste di maori sottratte dai francesi per collezionismo cimiteriale e solo da poco restituite ai legittimi discendenti.

In realtà, lo spunto di cronaca per questa classifica da fumetto di Dylan Dog è il recentissimo recupero in Francia della testa di Enrico IV sottratta al suo cadavere negli eccessi della Rivoluzione francese. La storia del cervello di Mussolini non è inedita: saltò fuori nel 1966, quando, 21 anni dopo l’uccisione del dittatore, gli americani restituirono alla vedova il cervello del Duce: non tutto, però; se ne tennero una metà perché volevano studiare che cosa s’annida di storto nella mente d’un dittatore. Se anche l’hanno scoperto, non hanno certo trovato l’antidoto, visto che la genia alligna ancora nel Mondo, dalla Libia alla Bielorussia, dallo Zimbabwe al Kazakhstan alla Corea del Nord. E l’anno scorso saltò fuori che qualcuno offriva su eBay fiale di vetro con dentro frammenti del cervello del Duce.