Chi aveva tirato un sospiro di sollievo dandolo per pensionato, può definitivamente scordarsi i sonni tranquilli: Carlo De Benedetti si prepara a tornare a ruggire in Borsa. Da solo, o comunque con soci di peso notevolmente inferiore al suo e, quindi, senza dover condividere strategie e decisioni chiave con chicchessia. Neppure con i figli. Strumento della seconda giovinezza finanziaria dell’editore di Repubblica sarà la contesissima Management & Capitali. Ovvero l’ex fondo salvaimprese concepito nel 2005 con l’ambizioso obiettivo, successivamente ridimensionato con poche operazioni di piccolo taglio, di salvare l’industria italiana in difficoltà a partire dall’Alitalia. Il mese scorso l’ingegnere ha comprato dal socio Tamburi Investment Partners il 17 per cento di M&C mettendo sul piatto più di 17 milioni di euro. A cui andranno aggiunti i 56,6 milioni che sarebbero il costo dell’Opa che De Benedetti dovrà promuovere sulla stessa M&C. Questa mossa aveva suscitato più di un interrogativo sul motivo di tanto interesse per un fondo del quale non si ricordano tanto gli affari messi a segno quanto le scintille generate in Borsa nel 2009 per effetto delle numerose offerte di acquisto concorrenti tuttora al vaglio della Consob.

Qualche risposta agli interrogativi sulle strategie dell’Ingegnere è però iniziata ad arrivare. Questa settimana la Per spa, società totalmente controllata da De Benedetti, della quale l’editore di Repubblica è anche amministratore unico, è diventata proprietaria della maggior parte delle azioni M&C che furono di Tamburi. Tra breve lancerà l’Opa e poi, ha annunciato, procederà a “una complessiva rivisitazione delle strategie di M&C, tendente all’ampliamento delle tipologie di investimento che non riguarderanno soltanto attività industriali da ristrutturare, bensì qualsiasi attività consentita dall’oggetto sociale”.

In altre parole, l’ex fondo salvaimprese affiancherà alle ristrutturazioni di aziende anche gli investimenti in società finanziarie, immobiliari, commerciali, di servizi, nonché in strumenti finanziari quotati e non. Insomma, M&C potrà muoversi a tutto campo. E senza abbandonare la Borsa dove attualmente De Benedetti è presente anche con altre società, a cominciare dalle holding di famiglia Cofide e Cir, nelle quali, però, condivide il controllo assieme ai figli. Curiosa operazione per un uomo che quasi due anni fa, aveva lasciato intendere a una platea stupita di voler tirare i remi in barca.

“Alla fine di quest’anno compirò 75 anni. Ho pertanto deciso di lasciare tutte le presidenze delle società del Gruppo che ho fondato”, aveva dichiarato De Benedetti nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc. Una decisione che sembrava mettere una pietra sopra alla diversità di vedute con il figlio Rodolfo, il numero uno della holding Cir, che non ha mai fatto mistero di pensarla diversamente dal padre ad esempio in tema di editoria. Ma d’ora in poi, con la nuova M&C, l’Ingegnere avrà un nuovo giocattolo tutto per lui. Giusto per evitare possibili incomprensioni con gli eredi.

di Giovanna Lantini