Flavio Carboni ha ottenuto gli arresti domiciliari. Con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza dei termini di custodia cautelare in carcere prevista per il 7 gennaio prossimo. L’imprenditore coinvolto nelle indagini sulla P3 potrà così trascorrere il Natale. Il gip del tribunale di Roma Giovanni De Donato, anche alla luce del parere favorevole della procura e tenuto conto dell’età e dello stato di salute dell’indagato, ha disposto la revoca della misura cautelare in carcere che gravava sull’uomo d’affari sardo dall’8 luglio scorso, quando è finito in manette con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Nell’ambito dell’inchiesta poi denominata ‘P3’, quel giorno erano finiti in carcere anche il giudice-geometra Pasquale Lombardi e l’imprenditore napoletano Arcangelo Martino, che già da tempo hanno ottenuto la libertà in virtù di alcune ammissioni ritenute rilevanti dagli inquirenti. Carboni, dal canto suo, assistito da Renato Borzone e Anselmo De Cataldo, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento o ruolo nella P3.

Nelle motivazioni del provvedimento con cui ha concesso gli arresti domiciliari a Carboni il gip Giovanni De Donato scrive che “le indagini preliminari appaiono in fase conclusiva e che il 7 gennaio appare scadere il termine di custodia cautelare in carcere”. A ciò si agginge che Carboni ha 78 anni e che ha problemi di salute. Per il magistrato, quindi, “non può eludersi la circostanza che le sussistenti esigenze cautelari, pur ancora allarmanti, non possono più essere ragionevolmente considerate di eccezionale rilevanza”. Carboni non potrà lasciare la sua abitazione di Roma e dovrà sottostare al divieto “di comunicazione tramite qualsiasi mezzo anche telefonico o telematico” con chiunque non sia un famigliare convivente, il suo difensore o il medico curante.