La riforma dell’università è legge. L’aula del Senato ha dato il via libera definitivo al ddl Gelmini, approvato con 161 sì, 98 no e 6 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli, mentre Pd e Idv hanno votato contro. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. Termina così la tre giorni di tour de force in cui non sono mancati gli scontri fra maggioranza e opposizione, in un clima appassionato che si è registrato anche oggi.

“Credo che oggi sia una bella giornata per il Paese e le università italiane”, commenta il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, secondo cui “è stata archiviata la cultura falsamente egualitaria del ’68”.  Soddisfazione ha espresso Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl: “Rappresenta un passaggio fondamentale della legislatura, dell’azione del governo Berlusconi, della maggioranza di centrodestra”. Un plauso arriva anche da Confindustria: ”Con l’approvazione della riforma abbiamo evitato di lasciare le nostre università in una situazione di forte incertezza su tutti i fronti: le risorse, la governance, la valutazione della qualità della ricerca e della didattica, la selezione dei docenti”, commenta il vice presidente di Confindustria per l’Education, Gianfelice Rocca.

Rimangono critiche le opposizioni. “La riforma tanto sbandierata da Berlusconi altro non è che una vera e propria deformazione del futuro dei giovani – dice il leader Idv Antonio Di Pietro -. Siamo alla deregulation del diritto allo studio che, invece, dovrebbe essere garantito a tutti”. Secondo il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, “questa riforma è la foglia di fico sui tagli che il governo ha impresso all’università e alla ricerca dopo averli impressi alla scuola”. Finocchiaro aggiunge:”Una cosa che il ministro Gelmini non dice mai è che questa è una legge delega e che ci sono ancora circa 50 decreti attuativi da varare. Occorrerà che Camera e Senato tornino con le commissioni a occuparsene. Mi auguro che in quella sede si possa ancora fare qualche passo in avanti”. Ma Mariastella Gelmini promette: “La riforma dell’università verrà attuata fin dal prossimo anno accademico”. Il ministro sottolinea poi che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati.

Gli studenti promettono che la mobilitazione continuerà. “L’approvazione della riforma universitaria è il segno del continuo isolamento a cui il Governo sta portando il Parlamento – sottolinea Giorgio Paterna, coordinatore nazionale Unione degli Universitari -. Dopo la straordinaria giornata di mobilitazione studentesca di ieri, che ha mostrato tutta la responsabilità di un movimento maturo e capace di isolare il Governo, dopo l’apertura all’ascolto e al dialogo fatta dal Presidente Napolitano, che ha aperto le porte del Quirinale ad una protesta che il Parlamento non ha ascoltato fin dall’inizio, il Governo si accanisce nel suo isolamento dal Paese”.