La Lega prepara il terreno per la messa in discussione della presidenza della Camera. E chiede con una lettera all’ufficio di presidenza di Montecitorio, al presidente Fini e ai capigruppo, di valutare la calendarizzazione di un dibattito in Aula sul ruolo dell’attuale terza carica dello Stato. Nessuna richiesta formale di dimissioni dunque per il leader Fli, ma una discussione “sul comportamento del presidente della Camera, che ha tenuto nelle ultime settimane atteggiamenti discutibili che ledono la dignità del Parlamento”. Comportamenti che prefigurano il suo ruolo come “incompatibile con un ordinato svolgimento dell’attività parlamentare”. Nel frattempo, questa sera, Umberto Bossi e lo stato maggiore del Carrocico sono giunti a Palazzo Grazioli per incontrare il premier Silvio Berlusconi. A via del Plebiscito sono presenti, oltre al leader del Carroccio, i ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera, la vicepresidente del Senato Rosi Mauro e il deputato Giancarlo Giorgetti.

Un vertice che probabilmente serve anche per capire la decisione sulle dimissioni di Fini. Decisione che attiene alla coscienza di ciascuno, “ma il comportamento del presidente della Camera dev’essere sindacabile da parte della Camera stessa”, dice il capogruppo della lega a montecitorio, Marco Reguzzoni. Durante la conferenza stampa alla Camera, con i vertici del gruppo della Lega, Reguzzoni ha aggiunto: “Sappiamo che non ci potrà essere un voto perché non è previsto dal regolamento, ma riteniamo giusto che almeno ci si possa esprimere”.

Sono tre, in particolare, i comportamenti di Fini che la Lega stigmatizza: “Non era mai accaduto che un presidente della Camera chiamasse nel suo studio parlamentari per convincerli a votare una mozione di sfiducia nei confronti del governo; che ministri e sottosegretari rimettessero il loro mandato nella mani di un presidente della Camera (il riferimento è agli ex esponenti di governo di Fli, ndr.); che un presidente della Camera chiedesse le dimissioni del presidente del Consiglio davanti alle telecamere e convocando i giornalisti prima che si svolgesse il dibattito in aula”.