Sul Fattoquotidiano.it due post hanno attirato la mia attenzione. Il primo, quello dell’eurodeputata Sonia Alfano, titolato La Russa, esilarante fascista. Il secondo, quello del nostro Marco Travaglio, titolato Quando mancano le parole. Visto & considerato che non sono affatto d’accordo con entrambi, cercherò di spiegare i motivi del mio dissenso.

Entrambi i suddetti post si riferiscono all’ultima puntata di Annozero, durante la quale un ministro (sic!) della Difesa (sic!sic!), s’è lasciato andare alla classica intimidazione fascista – insulti, prevaricazioni, minacce – nei confronti di un ragazzo che cercava di esporre le ragioni e le s/ragioni degli ultimi atti di violenza studentesca a Roma.

Non avendo assistito a questa puntata di Annozero. ho potuto vedere solo tratti del video youtube, interrotto da continui download – mezz’ora per assistere a cinque minuti di di/battito – mi sarà fatta venia se non terrò conto di taluni dettagli, certe volte più importanti dell’insieme, che comunque sintetizzo così.

A un certo punto della trasmissione, Santoro da spazio a uno studente quasi subito interrotto dal La Russa Ignazio il quale, sprovvisto di fair play, se non altro commisurato al suo ruolo istituzionale, aggredisce il ragazzo dandogli del vigliacco: “ Vai in piazza nascosto, vigliacco… sei un vigliacco… sei un vigliacco… – continua a ripetere il supposto onorevole ministro per diversi minuti (ho già detto che non sono in grado di dire per quanti), impedendo al povero studente l’espressione della parola.

Impedire a chiunque il diritto a esprimere liberamente il proprio pensiero è il must di qualunque regime autoritario di qualunque colorazione lo si voglia ammantare, tanto è vero che ritrovandoci ancora una volta a dover ri-fare i conti con la canaglia che, non contenta di essere stata sconfitta dalla storia, ma ben contenta di ri-trovarsi in questo bel paesino cattolico e pacifista, a dir il vero di un pacifismo prèt-à-porter, si è permessa di ri/manifestarsi per ri/prendere impunemente le briglie del potere. Circostanza che non sarebbe stata possibile in qualunque altra latitudine, dove i conti con la storia ma non soltanto, vengono di solito regolati una volta per tutte, così prevenendo i perenni corsi & ricorsi italiotti, le magne ricadute di sempre.

Ciò premesso, all’onorevole Sonia Alfano mi consento di dirle una cosa e di suggerirgliene una seconda. La prima. Non trovo affatto esilarante il comportamento di codesto s/torico picchiatore fascista La Russa Ignazio. La seconda. Perché lei, onorevole Alfano, dall’alto delle opportunità insite nel suo ruolo istituzionale, non ha già provveduto a denunciare il ministro per apologia di fascismo del quale, per sovra mercato, il vero vigliacco cioè il picchiatore La Russa Ignazio, si è reso ancora una volta reo & confesso?

Al nostro carissimo Marco Travaglio dico fuori dai denti che stavolta non sono d’accordo con il suo post, specialmente quando Marco, dopo aver premesso che “fermo restando che è sempre giusto farlo”, conclude “condannare la violenza non basta più”.

Se fosse sempre stato sempre giusto condannare la violenza non avremmo avuto né la Rivoluzione Francese, né la vittoria senza appello dei nordisti sui sud/isti schiavisti & razzisti dei sarebbero stati famosi Stati Uniti d’Amerika, ma nemmeno la rivoluzione protestante e quella industriale e via discorrendo & chi più ne ha più ne metta.

E se davvero condannare la violenza non basta più, caro Marco, non è certo con approcci & comportamenti squisitamente umili che riusciremo a spazzare baracche & burattini di coloro che, come prof/ferito dall’ “analfabeta” Antonio Di Pietro, hanno re-introdotto il Male al potere non ancora assoluto, ma giù di lì.

Quanto alla mancanza di parole, in attesa di “parole nuove e di luoghi non comuni”, per ora accontentiamoci del sempre verde slogan fascisti carogne tornate nelle fogne!