Ovvero inquietudini di un cattolico nell’era del berlusconismo.

Se la Chiesa non avesse abolito la scomunica per tutti gli appartenenti ad una loggia massonica (pur continuando a condannarli), saremmo a cavallo. Secondo il diritto canonico si sarebbe potuto scomunicare il nostro presidente del Consiglio seduta stante, farlo a Natale poi sarebbe un gesto apprezzato da molti cattolici (a proposito si può essere cattolici di opposizione o di maggioranza?).

Perché oggi essere cattolici non è mica facile, l’esempio che ci viene dai nostri governanti rischia di vanificare gli sforzi che qualunque credente fa non solo per stare in pace con la propria coscienza, ma soprattutto per trasmettere dei valori ai propri figli. Se il presidente del Consiglio, giustificandosi con “amo la vita, amo le donne”, può permettersi una sera si e l’altra pure il bunga bunga e la sua maggioranza può comprare parlamentari last minute, e poi sbandierare la vittoria, quale credete che sia il messaggio che passa?

Tutto è lecito, tutto si può fare e a qualunque costo e soprattutto da chi ha più potere e denaro. Cosa farà un adolescente, abbraccerà i valori cristiani oppure potrà decidere di diventare una escort o svaligiare una banca?

Se ciò che viene considerato un abuso o un crimine diventa o lo si fa passare per “normale”, al pozzo non c’è fondo. Ed è proprio questo il gioco di B. Alla domanda del perché riesce sempre a vincere si potrebbe rispondere che ce la fa perché si comporta come l’asso che spariglia tutto. Lui non solo abbatte le regole che non gli convengono, ma soprattutto i valori condivisi che ne sono alla base, facendoci passare qualunque nefandezza per una cosa normale.

Ecco perché una istituzione come la Chiesa che si fonda su un primato morale, questo non dovrebbe permetterlo e con un atto etico dovrebbe scomunicare non tanto Berlusconi, quanto il berlusconismo, perché quando qualcosa acquisisce l’ “ismo” (qualunque esso sia) è lì che iniziano i guai.

Scendendo nel dettaglio e con una interpretazione molto estensiva del diritto canonico si potrebbe scomunicarlo per simonia, che riguarda la compravendita di cariche ecclesiastiche e quindi la corruzione in genere, oppure per apostasia: si è o no allontanato dai dettami della chiesa?

Il problema è che la scomunica renderebbe il nostro B. ancora più famoso ed egli potrebbe proclamarsi non solo il più grande presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, ma paragonarsi persino a Enrico IV o Federico II di Svevia. Bruno Vespa scriverebbe La scomunica in un bel tomo di 600 pagine dimostrando che (con il suo Donne di Cuori giustificava B. per la sua debolezza per le donne) solo i grandi della storia sono passibili di scomunica e che B. non poteva non averla. Immaginate poi lo share a Porta a Porta per le veglie di preghiera pro indulgenza plenaria!

Ironie a parte, il problema per un cattolico mi pare serio e vorrei che qualcuno, se la mia tesi di fondo è errata, la confutasse.