Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervengono quasi contemporaneamente in merito agli scontri di martedì che hanno incendiato la Capitale. Mentre Maroni parlava in Senato, da via Arenula è partita una nota in cui Alfano annunciava di aver incaricato l’Ispettorato generale di “effettuare un accertamento urgente sulla conformità formale e sostanziale alle norme” delle scarcerazioni disposte ieri dal tribunale di Roma dei presunti responsabili di “gravi atti di guerriglia urbana e di violenta contestazione delle istituzioni” avvenuti martedì nel centro della capitale. L’Associazione nazionale dei magistrati ha subito espresso “preoccupazione” per l’iniziativa del ministro della Giustizia: “Siamo di fronte a un’indebita interferenza nello svolgimento dell’attività giudiziaria che rischia di pregiudicare il regolare accertamento dei fatti e delle responsabilità dei singoli”, affermano in una nota il presidente e il segretario dell’Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini.

Ma non è finita perché in serata arriva la proposta del sottosegratrio all’Interno, Alfredo Mantovano, che propone di allargare il daspo (provvedimento che riguarda i reati da stadio) alle manifestazione di piazza. Mantovano spiega: “Servirebbe per contare su uno strumento in più sul piano della prevenzione che permette di conoscere preventivamente, e non sulla base di mere informative, i soggetti da tenere distanti dalla piazza, nell’interesse stesso dei manifestanti con intenzioni pacifiche”.

Sulla decisione di rimettere in libertà i giovani arrestati durante gli scontri a Roma, è intervenuto anche Maroni, che ha dichiarato di “rispettare” ma “non condividere la decisione dei magistrati”. Il titolare del Viminale ha espresso il timore che i reati possano essere ripetuti. Per Maroni è necessario esprimere ”apprezzamento” per le forze di polizia impegnate martedì scorso negli scontri. Con il loro comportamento, ha aggiunto, “hanno evitato evitato incidenti più gravi”. Il ministro ha anche ribadito “vicinanza e solidarietà a chi è rimasto ferito per porre argine ad una guerriglia messa in atto da gruppi violenti animati solo dall’intento di creare incidenti”. “Sono state evitate conseguenze più gravi ed è stata garantita la libertà di espressione di chi voleva manifestare pacificamente”. Dopo gli incidenti di martedì nella Capitale, occorre “adeguare tempestivamente la gestione dell’ordine pubblico per prevenire altre occasioni di guerriglia urbana, la prossima settimana, quando ci saranno nuove manifestazioni in concomitanza della discussione al Senato del ddl Gelmini”, ha concluso Maroni. Accanto al ministro dell’Interno, ai banchi del governo sedeva anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa.