Il fatturato dell’industria italiana ha registrato a ottobre un aumento dell’1% rispetto a settembre e del 13,3% rispetto allo stesso mese del 2009 (+9,8% dato grezzo). Lo rileva l’Istat. A crescere, rispetto al mese di settembre, è stato solo l’export: gli ordinativi nazionali hanno registrato una diminuzione dell’1,2% e quelli esteri una crescita del 2,3%. In calo anche il fatturato degli autoveicoli che è calato del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre gli ordini sono scesi del 19%.

Nel settore industriale il fatturato su base congiunturale è aumentato dello 0,4% sul mercato interno e del 2,4% su quello estero (dati destagionalizzati). Su base annua si è registrata una crescita del 9,7% sul mercato nazionale e del 22,4% su quello estero (dati corretti per gli effetti di calendario). Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-ottobre, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato una crescita del 9,8%.

Guardando ai raggruppamenti principali di industrie, il fatturato a ottobre, rispetto allo stesso mese del 2009, è aumentato del 17,9% per i beni intermedi, del 17,6% per l’energia, del 16,1% per i beni strumentali e del 4,9% per i beni di consumo. Quanto ai settori di attività economica, le variazioni positive più ampie, sempre su base tendenziale, si sono rilevate per i settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+26,9%), della fabbricazione di macchinari e attrezzature N.c.a. (+21,8%), nelle fabbricazioni di prodotti chimici e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli ed accessori (+19,8% in entrambi i casi).

A commentare i dati Istat è il Codacons: ”L’Italia va a rimorchio degli altri Paesi ed è trainata dalla ripresa altrui. D’altronde gli ultimi dati del Pil dimostrano che l’Italia cresce meno di tutti ed è sotto la media Ue”, aggiunge l’associazione a tutela del consumatore. “Quando la crisi sarà finita, quindi, anche l’Italia necessariamente uscirà dal tunnel, grazie alla ripresa della domanda mondiale, ma avrà perso competitività e posizioni nei mercati internazionali”. Per il Codacons “la colpa di tutto questo è del Governo italiano che, a differenza degli altri, non ha puntato sulla crescita della domanda interna e non ha cercato di salvaguardare la capacità di spesa degli italiani, rimanendo alla finestra in attesa di veder passare la crisi”. Quindi, sottolinea l’associazione, “agganceremo la ripresa altrui, ma dopo e con un numero di disoccupati, di imprese chiuse e di famiglie ridotte sul lastrico senza precedenti e superiore a tutti gli altri”.