È il clima giusto. Ora che sono tornate a innalzarsi colonne di fumo nero e fiamme sui cieli di Roma, mentre nei Palazzi si perfezionano agguati per il prossimo mercato dei parlamentari, dopo la meno vittoriosa tra le vittorie della ex maggioranza, ecco che dal nero dei traffici di menzogne, ricompare uno specialista ben nutrito e ben sudato, l’agente segreto Betulla Doppio Zero, in arte Renato Farina.

Compare dove uno se lo aspetta, sulle colonne extra moderate di Libero e dentro l’onorevole aula dei fantasmi, ingaggiato direttamente da B. dopo i sei mesi di condanna, cronista senza più vergogna (e sintassi) di questa piccola guerra civile che ne annuncia una (forse) imminente e più grande.

Non più pagato dai Servizi e dal suo piccolo capo Pio Pompa, ora estende il sacro dovere di difendere la Patria (art. 52 della Costituzione) al suo sguardo di testimone deputato. E si guadagna il nuovo stipendio scrivendo di “Fini flaccido” e “Bocchino erinni che sputa rospi e serpenti”. Da veterano del falso collega “la teppaglia rossa” e la sfiducia in unico complotto che pretende di accerchiare la virtù altruista del suo B. Scalpita inchiostro. C’è di nuovo del lavoro per lui.

Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2010